L’arrivo di due discariche di macerie e scarti edili nell’entroterra del Cervia scatena la protesta dei residenti di Montaletto e Villa Inferno. È nato infatti il comitato cittadino “No alla discarica Montaletto-Villa Inferno”, deciso a bloccare i due progetti che prevedono la realizzazione di aree per la triturazione di macerie e scarti edilizi. Inoltre è attiva una raccolta firme.
Le due aree interessate si trovano a circa 200 metri di distanza l’una dall’altra: la prima, con lavori già in fase avanzata, in via dell’Economia; la seconda in via del Commercio. Una concentrazione che, secondo il comitato, rischia di trasformare la zona in un vero e proprio polo per il trattamento di rifiuti edili.
Area vicina al Parco Delta del Po e al Parco delle Saline
Il punto più critico riguarda la collocazione dei progetti, situati a ridosso del Parco del Delta del Po e in parte all’interno del Parco delle Saline di Cervia. Un territorio delicato, caratterizzato dalla presenza di fauna protetta, aree di nidificazione e specie autoctone, oltre a rappresentare la sede di produzione del celebre Sale di Cervia, prodotto a Indicazione Geografica Protetta (IGP).
“Si tratta di un’area con caratteristiche geografiche uniche – afferma un portavoce del comitato – che ospita habitat naturali di grande valore ambientale”.
I dettagli dei due progetti
Il primo progetto riguarda un’azienda attualmente attiva in località Bagnarola e in procinto di trasferirsi in un’area di 19.000 metri quadrati in via dell’Economia. L’impresa avrebbe già ottenuto le autorizzazioni da ARPAE. Il comitato ha però incaricato un avvocato per verificare la regolarità dei permessi rilasciati, presentando un esposto in Procura e un ricorso al Tar di Bologna per presunte irregolarità nell’installazione di strutture permanenti prima della concessione definitiva.
Il secondo progetto interessa invece un’area di 6.000 metri quadrati in via del Commercio. In questo caso l’iter autorizzativo sarebbe ancora in fase di verifica dei requisiti necessari per il rilascio dei permessi.
Timori per salute, ambiente e agricoltura
Al centro della protesta vi sono le possibili conseguenze ambientali e sanitarie legate alla triturazione di macerie e rifiuti edili: produzione di polveri sottili, detriti, fumi, rumori e percolati che, secondo il comitato, potrebbero compromettere l’ecosistema del Parco e la salute dei residenti.
Non solo. L’area è circondata da terreni agricoli coltivati con diverse cultivar, e i cittadini temono che polveri e residui possano entrare nel ciclo produttivo agricolo, con ricadute economiche e ambientali sull’intero territorio.

