Skip to main content

La guerra in Medio Oriente ha acceso i riflettori anche sugli italiani che vivono e lavorano in quest’area. Tra loro c’è Cristina Martelozzo, che prima viveva a Cesenatico e che da circa un anno si è trasferita con la sua famiglia a Doha, la capitale del Qatar. Dalla sua casa racconta come ha vissuto i momenti dei primi attacchi e spiega che la percezione di chi si trova in questa “zona calda” è diversa da quella che spesso è stata raccontata in Italia.

Dove ti trovavi quando hai saputo delle esplosioni?

“Mi trovavo a casa, quando sono arrivate le prime notizie. Il Governo del Qatar ha prontamente avvisato tramite SMS tutti i residenti dell’imminente pericolo. Mio marito riceve aggiornamenti attraverso il suo lavoro nel settore dell’aviazione civile, quindi abbiamo cercato subito di capire meglio cosa stesse succedendo nella regione”.

Ci sono stati cambiamenti immediati nella vita quotidiana (sicurezza, controlli, spostamenti)?

“La vita quotidiana a Doha è rimasta nel complesso tranquilla, anche se sono state adottate alcune misure di prudenza. Le scuole sono passate temporaneamente alla didattica online e molti lavoratori stanno svolgendo le proprie attività in modalità di lavoro da remoto, per limitare gli spostamenti”.

Unisciti al canale WhatsappUnisciti al canale Telegram

Le autorità locali hanno diffuso comunicazioni ufficiali o raccomandazioni particolari?

“Sì, il governo è molto presente e attento alla situazione. Le autorità diffondono regolarmente comunicazioni e aggiornamenti attraverso i canali ufficiali per mantenere informata la popolazione e invitare alla prudenza. Questo contribuisce molto a trasmettere un senso di sicurezza. Inoltre, tutte le misure adottate per la protezione del territorio sono risultate efficienti nel creare una rete di sicurezza affidabile e completa”.

I bombardamenti hanno avuto ripercussioni sulla tua attività lavorativa?

“Il settore dell’aviazione civile ha sicuramente subito un impatto importante, soprattutto a causa della chiusura di alcuni spazi aerei nella regione. Questo ha comportato una riorganizzazione del traffico e una maggiore attenzione operativa. Il tutto viene gestito in maniera molto professionale e garantendo gli standard di sicurezza inetrnazionali”.

Hai preso in considerazione l’idea di rientrare in Italia temporaneamente?

“Per il momento no. Qui a Doha la situazione è stabile e ci sentiamo al sicuro. Continuiamo naturalmente a seguire con attenzione gli sviluppi, ma al momento non abbiamo preso in considerazione l’idea di rientrare”.

Cristina Martelozzo

Come stai vivendo emotivamente questa situazione?

“Quando si sentono notizie di conflitti nella regione è inevitabile provare una certa preoccupazione, soprattutto per le persone direttamente coinvolte. Allo stesso tempo qui si percepisce un forte senso di stabilità e questo aiuta ad affrontare la situazione con serenità”.

Cambia la percezione che avevi del Medio Oriente prima di trasferirti?

“Il Medio Oriente è una regione vasta e con diverse peculiarità, culture e modi di vivere diversi. Il Qatar è un paese straordinario, con una cultura che ti abbraccia e ti coinvolge giorno dopo giorno. Non cambia nulla, anzi rafforza dentro di me il senso di appartenenza a un paese che ad oggi ci ha dato tanto. Siamo stati fortunati ad avere questa possibilità, anche se oggi stiamo vivendo una situazione non bellissima”.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

Leave a Reply