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Con l’arrivo delle temperature miti, si risveglia una delle minacce più insidiose per i nostri cani (e non solo): la Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa). Da etologo, osservo spesso come la naturale curiosità dei nostri compagni a quattro zampe possa trasformarsi in una trappola fatale.

Ecco cosa c’è da sapere per proteggerli e come agire in caso di emergenza.

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Claudio Venturelli etologo

Le parole dell’entomologo Claudio Venturelli

Sempre più spesso si parla oggi di processionaria del pino, per i danni che questo insetto provoca agli alberi, ma anche per il pericolo sanitario che rappresenta per l’uomo. La “Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa” – questo è il  suo nome scientifico – è una farfalla  che attacca le conifere, i pini in particolare.

I bruchi  sono le larve di questo insetto: queste sono presenti sulle piante dall’autunno fino alla primavera successiva, quando il lepidottero raggiunge la maturità. Può capitare di venire a contatto con le loro setole (comunemente chiamati peli) urticanti che ricoprono queste larve o che si trovano all’interno dei nidi stessi, che possono essere facilmente liberati nell’aria e trasportati dal vento.

Per l’uomo la reazione più immediata al contatto con le setole urticanti delle larve è data da pomfi pruriginosi ma, in casi più gravi, si possono avere manifestazioni allergiche anche serie, che richiedono l’intervento di un medico. Nei casi peggiori possono verificarsi veri e propri shock anafilattici.

Per combattere la processionaria del pino in modo efficace e in sicurezza vanno adottate le dovute cautele. In inverno vanno tagliati e distrutti i nidi proteggendosi per evitare il contatto con le setole urticanti, esistono anche trappole a feromoni da installare sui rami nella prima metà di giugno.

L’Identikit del Pericolo

La processionaria prende il nome dalla sua abitudine di muoversi in fila indiana, formando lunghe catene sul terreno. Per un cane o un gatto, questo movimento “a trenino” è estremamente stimolante: attiva l’istinto di esplorazione o l’istinto predatorio.

Il vero pericolo risiede nei peli urticanti che ricoprono il corpo della larva. Questi peli sono dotati di piccoli uncini e rilasciano una tossina proteica chiamata taumetopeina.

Perché è così pericolosa?

  • Azione Meccanica: I peli si infiggono nelle mucose (bocca, lingua, naso, occhi) come microscopici aghi.

  • Azione Chimica: La tossina scatena una reazione infiammatoria violenta che porta rapidamente alla necrosi dei tessuti (la morte delle cellule), con il rischio di perdita di parti della lingua.

I Segnali di Allarme (Sintomi)

Se il tuo animale entra in contatto con una processionaria, i sintomi sono quasi immediati e drammatici:

  • Salivazione eccessiva: Il cane inizia a sbavare copiosamente in modo improvviso.

  • Ingrossamento della lingua: Il tessuto si gonfia a dismisura, rendendo difficile la respirazione e la deglutizione.

  • Dolore acuto: L’animale appare agitato, strofina il muso a terra o tenta di grattarsi la bocca con le zampe.

  • Febbre e inappetenza: Seguiti, nei casi gravi, da un rapido peggioramento delle condizioni generali.

fonti:

https://docslib.org/doc/4825848/pine-processionary-caterpillar-thaumetopoea-pityocampa-denis-and-schifferm%C3%BCller-1775-contact-as-a-health-risk-for-dogs#google_vignette

https://www.bluecross.org.uk/advice/pets/health-and-injuries/dogs-cats-and-toxic-oak-processionary-moth-caterpillars

Protocollo di Emergenza: Cosa fare

Se sospetti un contatto, il tempo è il tuo peggior nemico. Segui rigorosamente questi passaggi:

  1. Lavaggio immediato e abbondante: Sciacqua la bocca dell’animale con abbondante acqua. Se disponibile, usa una soluzione di acqua e bicarbonato. L’ideale è utilizzare una siringa senza ago per spruzzare il getto direttamente sulle zone colpite, cercando di espellere i peli residui.

  2. Proteggi te stesso: Indossa guanti o usa un panno per evitare che i peli urticanti contaminino anche le tue mani.

  3. Evita il contatto: Non strofinare la parte colpita: lo sfregamento spezza i peli urticanti, facilitando la penetrazione della tossina nei tessuti.

  4. Corsa dal Veterinario: Anche se dopo il lavaggio l’animale sembra stare meglio, la necrosi è un processo che continua internamente. Solo un medico può somministrare la terapia necessaria per fermare l’infiammazione.

Consigli  per la Prevenzione

Il miglior modo per proteggere i nostri animali è la conoscenza del territorio e del comportamento della specie:

  • Osserva le chiome: Durante le passeggiate invernali, individua i “bozzoli” bianchi e setosi sulle cime di pini e cedri. Se li vedi, evita quelle aree tra febbraio e maggio.

  • Guinzaglio e attenzione: Nelle pinete, tieni il cane vicino a te. La sua tendenza naturale a “sniffare” l’erba lo espone al contatto diretto con le file di larve in transito.

  • Segnalazione obbligatoria: Se avvisti nidi o processioni in aree pubbliche, contatta il Comune. La disinfestazione è un obbligo di legge per tutelare la salute pubblica e animale.

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