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Il quadro di riferimento

I dati drammatici pubblicati dal Presidente dall’ASAPS Giordano Biserni sull’ultimo fine settimana, che ha visto l’Emilia-Romagna contare sei vittime in soli due giorni (di cui quattro solo in Romagna), non sono solo una tragica statistica, ma il grido d’allarme di un sistema sicurezza stradale ormai prossimo al punto di rottura.
Il Segretario Provinciale SIULP Forlì Cesena, Roberto Galeotti e il Segretario Regionale Giulio Graziano, intervengono con forza sulla questione, evidenziando come la “guerra non dichiarata” sulle nostre arterie trovi un avversario sempre più indebolito: la Polizia Stradale.

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Il commento dei sindacati

«In tutta l’Emilia-Romagna, i numeri delle colleghe e dei colleghi in servizio nella Specialità sono risicati, in alcuni Reparti dimezzati e del tutto insufficienti a garantire una presenza costante e capillare.

A titolo di esempio, basti guardare l’erosione degli organici regionali: Negli ultimi dieci anni, la forza effettiva della Polizia Stradale in regione ha subito una contrazione stimata tra il 15% e il 20% a causa del mancato turnover.
Reparti che un tempo potevano garantire 4 o 5 pattuglie per turno, oggi faticano a coprire i servizi essenziali, lasciando scoperti tratti autostradali, superstrade e stradali fondamentali.

L’Emilia-Romagna non è una regione qualunque: è lo snodo logistico e socio-economico d’Italia. La densità di traffico commerciale e turistico, unita a una rete infrastrutturale tra le più complesse d’Europa, imporrebbe un investimento massiccio in termini di uomini e mezzi».

«Non si può pretendere sicurezza stradale se mancano i controlli, giudicati giustamente insufficienti anche dall’Asaps», continuano i sindacalisti del SIULP. «I controlli non si fanno con gli algoritmi, si fanno con le pattuglie in strada. Il carico di lavoro per il personale rimasto è diventato insostenibile, con turni gravosi che minano il benessere psicofisico degli operatori e, di riflesso, l’efficacia del servizio reso al cittadino».

Il SIULP ribadisce che la riforma del Codice della Strada, pur necessaria, resta una “grida” manzoniana se non è accompagnata da una reale capacità operativa di vigilanza. «Dietro ogni numero c’è un dolore insopportabile», concludono i sindacalisti. «Per evitare che questa strage diventi “normalità”, le istituzioni devono riconoscere l’importanza politica e geografica della nostra regione. Chiediamo un piano straordinario di potenziamento degli organici della Polizia Stradale in Emilia-Romagna. La sicurezza dei cittadini e la dignità lavorativa dei poliziotti non possono più attendere».

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