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Il prototipo di una rete creata anche con l’intelligenza artificiale

Un rete lega l’antica e preziosa sapienza artigianale dei vecchi pescatori e l’intelligenza artificiale.
Arte, artista, artigiano hanno tutte la stessa radice. E ognuna, a modo suo, tende a superare i limiti, a realizzare qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non c’era ma che è stato possibile scoprire con profonda conoscenza e maestria. Un caso eclatante è a Cesenatico dove la prossima settimana sarà testata la prima rete da pesca creata anche con l’uso dell’intelligenza artificiale.

L’architettura della rete

Partiamo dal concetto che una rete non si fa, una rete si progetta. Come per gli edifici, ha una sua architettura, non ci addentreremo nei discorsi tecnici, basti sapere che è un processo tutt’altro che facile. Anche se vedendo William Piscaglia al lavoro sulla rete del Sirio sembra un gioco da ragazzi. Ma non lo è.

“Ho iniziato a pensare a una rete per la pesca a volante in grado di creare meno attrito con l’acqua, quindi meno consumo di carburante, che permetta di percorrere più “strada”. Ho iniziato a progettare una rete da 60 metri con misure delle magli interne più lunghe rispetto quelle più utilizzate ora (le misure sono coperte da segreto, ndr)”.

Nella foto sotto William Piscaglia e Fabio Lacchini intenti ad aggiustare una rete a bordo del Madonna delle Grazie

William Piscaglia Fabio Lacchini pesca pescatore pescatori
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Esperienza e nuove tecnologie

Giunto a poco più della metà del progetto, che prevede una forma conica come tutte le reti, William ha deciso di ricorrere all’intelligenza artificiale. “Ho usato Gemini – spiega – sia per curiosità, sia perché mi ero bloccato per via della complessità della progettazione. Ho impiegato due mesi di lavoro, ma alla fine sono riuscito a crearla come volevo. Mentre la preparavo pensavo che la pesca non si ferma mai, si va sempre avanti”.

William piscaglia rete pesca intelligenza artificiale

William Piscaglia intento a rammendare una rete a bordo del Madonna delle Grazie

Pronto per la prova in mare

La rete è un prototipo e come tale dovrà passare il vaglio della prova pratica in mare. Un momento atteso anche per capire se avrà la capacità di “risucchiare” acqua e pesci anche due metri sopra il proprio passaggio. La rete sarà imbarcata sullo storico tandem Sirio-Madonna delle Grazie con molta probabilità già la prossima settimana.

Un mestiere a rischio scomparsa

William è uno dei pochissimi retai di Cesenatico. “È un mestiere che sta scomparendo ed è un peccato perché, oltre ad essere un mestiere ricercato, è in continua evoluzione e in cui puoi metterci del tuo. Io ho iniziato rammendando i buchi nelle reti e oggi ne ho progettata una. Ora speriamo che funzioni anche durante la prova pratica!”.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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