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Supera il milione di fan su Instagram. Un numero che fa girare la testa e che basta al profilo Accidentaly Wes Anderson per essere una vetrina di tutto rispetto. Ebbene la pagina ha pubblicato una foto del Grand Hotel di Cesenatico che ha incassato oltre 14mila like. Una pioggia di apprezzamenti per l’architettura della struttura ricettiva che troneggia in piazza Costa e che ha aderito al consorzio Cesenatico Bellavita. Un post che aiuta a divulgare il nome di Cesenatico nel mondo anche ad un pubblico che potrebbe non conoscere ancora la città del Porto Canale.

Il testo che accompagna la foto ci fa scoprire una serie di curiosità che riguardano il Grand Hotel di Cesenatico.

Nonostante il suo stile e la raffinatezza sociale, le origini del Grand Hotel Cesenatico sono molto più pratiche e  risalgono ad un industriale. Celebrato per la sua eleganza e prestigio, l’hotel ha accolto gli ospiti nei suoi esclusivi confini costieri lungo il mare Adriatico dall’inizio del XIX secolo grazie a un rappresentante di prodotti chirurgici, si legge nella didascalia.

grand hotel cesenatico

Luigi Gaetano Ceschina aveva molti interessi e talenti, ma nel 1907, all’età matura di 28 anni, inventò con successo una benda asettica e aprì una fabbrica per iniziare a produrre la sua creazione brevettata. Con l’Europa sull’orlo della prima guerra mondiale, questa si rivelò una mossa redditizia, e la fabbrica fiorì.

In tempi di difficoltà, l’intraprendente Ceschina si rivolse al settore immobiliare. Al termine della guerra, aveva acquistato molti edifici tra cui Pauly & C – Compagnia Venezia Murano, una famosa fabbrica di arte del vetro. Pochi anni dopo iniziò a finanziare gli sviluppi con la costruzione di una casa editrice per suo fratello maggiore prima di volgersi all’ospitalità.

Nel 1928 il Grand Hotel Cesenatico fu completato e presto iniziò ad accogliere ospiti di grande fama. Durante la seconda guerra mondiale e anni di manifestazioni politiche, rimane un emblema incontaminato della raffinatezza e dell’ospitalità italiana. Ma in questo caso, la struttura signoriale non era commissionata da un reale o da un membro della nobiltà; invece, da un imprenditore intraprendente con la passione di aiutare gli altri.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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