I parte

a cura di Gianni Briganti

Gianni Briganti

Gianni Briganti

Parlare del passaggio di Leonardo da Vinci a Cesenatico significa tuffarsi in un periodo del 1502 rievocato continuamente attraverso presentazioni, spot turistici, depliant e brevi saggi storici che spesso raccontano di tutto e di più; si può notare come nel raccontare questa storia a volte le cose siano un po’ sfuggite di mano, mancando un’esatta presa di coscienza di quelli che possono essere a giusto titolo considerati fatti storici supportati da documentazioni chiare e attendibili. Spesso si assiste infatti all’esatto opposto, ovvero a una incomprensibile mistificazione della realtà documentale che non che può essere annoverata nel campo delle ipotesi se non addirittura, per chi fosse un minimo informato sulle fonti, scadere nel falso storico o, proprio a essere generosi, nella proposizione di ipotesi ampiamente improbabili.

Questa dissertazione, suddivisa in 6 distinti articoli, vuole sviscerare alcuni dei più frequenti luoghi comuni sull’argomento per porne un argine, si spera, definitivo o quantomeno per limitarne il propagarsi. Gli argomenti riguarderanno, con spietata chiarezza, il canale “disegnato” da Leonardo e la veduta a volo d’uccello, le porte vinciane, il velario del teatro ma anche l’insabbiamento del porto, ipotesi di studiosi ritenute da molti (a torto) certezze e testi Leonardiani sconosciuti benché sotto gli occhi di tutti. E poi, ancora, lettere mal-interpretate, vere intenzioni del Duca Valentino e falsi storici di autori internazionali.

Mi duole partire da quello che pensavo essere un falso storico oramai assodato e che invece ho recentemente verificato non esserlo tanto, anche purtroppo in ambito leo_1istituzionale locale: Leonardo da Vinci avrebbe progettato il portocanale di Cesenatico. Niente di più falso, come i più già sanno. Questa frase è spesso innocentemente derivata a titolo di pari significato dall’affermazione “Leonardo da Vinci ha disegnato il portocanale di Cesenatico”. L’inganno sta nell’ambivalenza della parola “disegnare”; Leonardo non ha infatti “disegnato” (nel senso di “progettato”) il portocanale ma ha “disegnato” (nel senso di “effettuato lo schizzo di un rilievo”) quanto ha visto in loco, ovvero il portocanale già esistente, riportato sul foglio 66 verso del codice L.

A definitiva riprova del fatto che il canale fosse già esistente in quel 6 settembre del 1502, datazione del rilievo riportata di pugno da Leonardo, riporto alcuni passi degli Annales Caesenates e della Descriptio Romandiole trascritti sul libro “Storia di Cesenatico” di Davide Gnola (Ed.Il Ponte Vecchio):

a) Pag.43: “Nell’anno del Signore 1314 (…) i Cesenati iniziarono concordemente e con grande gioia i lavori al porto di Cesena (…)”
b) Pag.45: “1328, nel mese di settembre (…) Cecco degli Ordelaffi (…) fece bruciare la palizzata del porto e ostruire l’imboccature”
c) Pag.46: “Sotto il detto millesimo [1328] (…) fu riedificata, ossia riparata, la detta fortezza del Porto Cesenatico (…)”
d) Pag.47: “Un ennesimo attacco avviene, già in periodo malatestiano, ad opera di Braccio da Montone, che nel 1415 invade la campagna di Cesena ed occupa e distrugge il porto (…)” e continua “Nonostante le frequenti distruzioni (…) Con una bolla dell’11 aprile 1320, Papa Giovanni XXII aveva infatti confermato il premesso di completare (…) il castello e il porto, con fortificazioni fino a una distanza di cinquanta pertiche (…)”
e) Pag.51: “(…) in pianura c’è il confine con il mare Adriatico (…) dove c’è il porto Cesenatico, accanto al quale vi è una fortezza (…)”
f) Pag.53: “Il consolidarsi delle attività del nuovo porto e l’afflusso di numerosi mercanti rende necessario stabilire alcune regole specifiche (…) all’interno degli Statuti di Cesena (…) pubblicati a stampa per la prima volta nel 1494.”

Bastino questi riferimenti, come molti altri presenti anche nel Caos del coevo Fantaguzzi, per testimoniare come il porto fosse già da tempo esistente e pure ben consolidato nella sua attività. Non fosse questo sufficiente, si ricorda come nell’ulteriore foglio dedicato da Leonardo a Porto Cesenatico, ovvero il 68 recto, viene abbozzata una vista aerea della città dove anche in questo caso il porto già appare.

+++LEGGI LA SECONDA PARTE DELL’APPROFONDIMENTO+++

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Alessandro Mazza

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