di Alice Gasperoni foto Noemi Bachechi

La storia di Oliana (leggi qui) ci ha entusiasmato raccontandoci ciò che significava essere una donna ciclista. Un mondo chiuso, che necessitava di coraggio e sacrifici. La storia di Dalia, invece, racconta cos’è lo sport per una donna, oggi; l’ho incontrata e, oltre a descrivermi il suo percorso, mi ha raccontato chi è Dalia “giù dalla sella”.

Dalia Muccioli, inizia a correre in bici da giovanissima. Si dimostra subito talentuosa e agguerrita, tanto che il 23 giugno 2013 vince il campionato italiano di ciclismo femminile. A venti anni. La settimana successiva parte per il Giro Rosa, con la maglia tricolore: “Ero molto emozionata, nonostante fossi così giovane, mi fermavano per chiedermi autografi e foto, è stato davvero bello”.

Dalia Muccioli foto Noemi Bachechi/livingcesenatico

Dalia continua a salire in sella ma le cose sono cambiate: “fino all’età di diciassette anni mi sono sempre divertita con i miei amici… nel 2011 però ho dovuto fare una scelta. Mi impegnai molto negli allenamenti e nel mantenere una corretta alimentazione,ed infatti arrivarono grandi risultati: ottenni qualche vittoria importante, arrivai quarta al Campionato Europeo e partecipai al Campionato Mondiale. E dopo aver conseguito il diploma alle superiori, la bici è diventata il mio lavoro.”

Anche Dalia conferma che nello sport femminile ci siano da fare molte rinunce e difficoltà. Mi spiega come, soprattutto a livello economico, il divario tra uomini e donne sia sproporzionato. Inoltre per una donna mantenere gli standard fisici, non è facile anzi: “rinunciare alla possibilità di poter mangiare ciò che volevo è stato davvero duro, il regime di un ciclista è molto stretto. È stata tosta, io poi sono una golosa!”. Anche se questo non sembra aver influito sulla sua forma fisica.

Dalia Muccioli foto Noemi Bachechi/livingcesenatico

Dalia ha sempre la battuta pronta ed il sorriso sulle labbra e non ha mai smesso di essere solare: “Vorrei tanto diventare mamma, Manuel ed io ci stiamo pensando, è una cosa che vorrei tanto”. Mi risponde, quando le chiedo come si vede tra qualche anno: “Vorrei avere un buon lavoro peraltro, non mi dispiacerebbe continuare ad avere a che fare con il mondo del ciclismo, come allenatrice o collaboratrice di un Team”.

Dalia continua ad allenarsi, così come il suo fidanzato, Manuel Belletti, con cui condivide da sempre questa passione, essendo entrambi professionisti nell’ambiente. La sua quotidianità è quella di una donna, che ama occuparsi della sua casa, della cucina e della lavatrice: “A casa mi preoccupo di passare il tempo con la mia famiglia, le amiche ed il mio ragazzo. Mi piace tanto fare shopping!”.

Una donna piena di positività, ma molto umile, che ama circondarsi di persone e attività che la completano: “Io non riesco proprio a stare senza far niente. Anche quando non mi alleno – dice sorridendo – non sto ferma un attimo; sono fatta così”. La sua forza e la sua grinta sono proprie di quelle donne che si sono fatte spazio in un mondo in salita; un mondo che Dalia ha scalato senza mai scendere dalla sella ottenendo grandi risultati. Dalia come Oliana… qualche decennio dopo.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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