“Se mi fermano, vallo a spiegare che sto andando in ferramenta per farmi il sup da giardino!”. Ma una buona idea supera i confini dela burocrazia e della quarantena, nel rispetto delle regole. Tempo un giorno e l’idea di Emiliano Meneghello di Cesenatico ha trovato subito seguaci e copie fuori regione. Senza il rumore delle onde proprio non poteva stare; per un paio di giorni si è ingegnato, si è arrovellato il cervello per trovare un modo che coniugasse lo stare a casa e l’ebrezza del sup che scivola a pelo d’acqua. Il tutto a chilometri di distanza dall’agognata distesa blu. Poi l’eureka: una cima, un piedistallo da palestra, un sistema di carrucole, un peso da quattro chili. E il sup da giardino è fatto.

Certo a qualcuno suscita il sorriso notare quella pagaia andare sue giù costantemente per tre ore al giorno. “C’è chi ride, qualcuno scuote la testa, per fortuna ancora nessuno mi ha mandato nel casino”. Non ce ne sarebbe motivo e soprattutto il sistema progettato è tutt’altro che improvvisato. “Mi hanno subito detto che potevo evitare la carrucola a terra, ma l’ho creata apposta per simulare la spinta della pagaia che così è pressoché identica a quando sono in acqua. Senza questa trazione la spinta sarebbe diagonale e nulla ha a che vedere con il sup in acqua”.

Abbigliamento e attrezzatura sono quelle Safe tipiche di chi pratica sup e ad appena un giorno di distanza un amico appassionato della stessa disciplina ha risposto con un video. “Ho accettato la sfida!” ha risposto dalle Marche mentre pagaiava dal proprio giardino di casa. Dopo il gesto spontaneo e col cuore del bagno Vally, anche quello di Emiliano è un colpo di genio tipico di chi, invece che piangersi addosso, sfodera la propria gioia di vivere anche in quarantena.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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