Per la categoria “Le buone idee da copiare” ecco quanto avvenuto oggi alla Fiera di Cesena. Nei padiglioni di Pievesestina sono allestiti gli spazi per vaccinare gli over 80. Lì Ettore Nicoletti, attore e Loris Babbini autore di poesie in romagnolo hanno iniziato la loro missione poetica. Tra un vaccino e l’altro hanno allietato i 15 minuti di osservazione post vaccino per chi usciva dai “box” sanitari. Perché si sa, quando si sta bene in allegria e in compagnia il tempo scorre veloce.

 
 
 

Mai qualcuno avrebbe potuto pensare che il teatro a Cesena avrebbe riacceso i riflettori proprio negli spazi dove ormai da settimane è in corso la campagna di vaccinazione. A partire dalle 14, fino alle 17,30, Nicoletti e Babbini, accolti dall’Assessore alla Cultura Carlo Verona, dagli operatori socio-sanitari in servizio, e dai volontari che svolgono i servizi di accoglienza e accompagnamento degli utenti, hanno presentato una selezione di poesie tratte dal libro di Babbini “L’è Sera” (In.edit Edizione). I due lettori hanno suddiviso la performance per tematiche: Gente di Romagna, leggendo versi che raccontano il modo di essere, le attitudini, le usanze e il carattere dei romagnoli, dall’animo romantico e fascinoso; Zris e Zrisi, Ciliegie e Ciliegi, poesie ispirate al lavoro della terra e alla bellezza del frutto e delle fioriture, come metafore della terra romagnola; l’amore, la campagna e la città. Ultima tematica, la vita.

“Le poesie lette – commenta Nicoletti – sono riflessioni intime di Loris sulla vita e sul suo senso inafferrabile. Noi romagnoli siamo molto introspettivi, il nostro umorismo è legato al senso della vita e della morte. La nostra ironia, come avviene nei saluti tradizionali, è spesso uno scongiuro della nostra dipartita. Mi viene in mente la famosa scena di Amarcord quando il nonno si ritrova ‘perso’ nella nebbia. Il romagnolo è malinconico e nella sua malinconia trova la forza per affrontare la vita. Credo che la poesia e la nostra lingua madre rappresentino il migliore dei modi di entrare in relazione e in intimità, anche se per un breve momento, con gli anziani appena vaccinati. Delicatamente ci siamo avvicinati a loro regalando la poesia che racconta la nostra terra”.

“La poesia – commenta l’Assessore Verona – è in quest’occasione un veicolo per stringere una relazione, breve ma intensa, per portare un saluto di rispetto e considerazione”.

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Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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