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“Il grave episodio accaduto sabato scorso su un autobus della linea 94 proveniente da Cesenatico non è da sottovalutare come una banale rissa tra giovani. Perfino il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha legittimamente stigmatizzato l’episodio come un segnale preoccupante di ‘disagio giovanile’”.

Inizia così una nota della Lega Emilia Romagna.

 
 
 

“I fatti di sabato sembrano invece denunciare carenze su diversi fronti: quello della sicurezza e dell’accoglienza, da un lato, ma, dall’altro, anche quello del trasporto pubblico locale”.
Così in una nota la capogruppo della Lega Antonella Celletti che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Lattuca a Cesena.

 
 
 
 

“Le cronache locali raccontano di un giovane straniero arrivato in Italia da pochi giorni, ospitato in una comunità di accoglienza nella periferia cesenate, che, sull’autobus, avrebbe disturbato gli altri passeggeri amplificando con una cassa la musica irradiata dallo smartphone. La richiesta di abbassare il volume avrebbe scatenato la successiva grave rissa. Queste notizie, una volta verificate, sollecitano interrogativi sull’attenzione che le Istituzioni rivolgono a persone spesso irregolarmente presenti sul territorio, catapultate in realtà locali senza conoscerne le regole, lasciate allo sbando senza opportuni controlli e verifiche. L’accoglienza buonista e il finto solidarismo di certe amministrazioni producono inevitabilmente ricadute sulla comunità”.

“Bisogna tuttavia affrontare anche il tema delle carenze del trasporto pubblico, che non corrisponde ai sogni contenuti nei documenti comunali, vedi il mai abbastanza criticato Piano urbano della mobilità sostenibile. Poche corse, scarsa attenzione riservata agli utenti, passeggeri maleducati, mancanza dei titoli di viaggio, mezzi antiquati, controlli insufficienti ci consegnano un quadro del trasporto pubblico poco competitivo e per nulla attrattivo. Non si comprende, per esempio, per quali motivi il mese di maggio rientri nell’orario invernale e non si prevedano, di conseguenza, più corse per le località turistiche in modo da soddisfare un’utenza maggiorata, a cui consentire di viaggiare in tutta comodità come dovrebbe essere normale in un Paese avanzato. Nè si capisce perché negli autobus locali non sia ancora permesso salire dalla porta anteriore, né sedersi nei primi posti subito dietro l’autista, nonostante l’emergenza sanitaria sia ormai superata e altre aziende di trasporto pubblico, vedi Bologna, permettano già da mesi l’accesso ai mezzi dalla porta anteriore e di sedersi anche nei primi posti”.

 
Alessandro Mazza

Alessandro Mazza

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