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Concessioni balneari, direttiva Bolkestein e bandi pubblici: il dibattito torna al centro dell’agenda politica dopo l’annuncio del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha dichiarato che entro marzo saranno pronti i bandi per le concessioni demaniali marittime, come previsto dalla direttiva europea Bolkestein.

A intervenire è il presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, Simone Battistoni, che commenta la situazione con toni chiari e diretti.

“Il fatto che il ministro intervenga è doveroso perché in questo momento ogni Comune si sta facendo le regole come vuole, ma questo non è sinonimo di democrazia. Infatti i Comuni sono terrorizzati dai ricorsi che ci saranno a migliaia. Siamo tornati all’epoca dei Comuni su una norma che viene applicata solo in Italia ed è una direttiva europea. Solo in Italia, dove c’è un’importante economia balneare, svendiamo un settore fondamentale del Paese, togliamo alle famiglie e diamo a grossi gruppi imprenditoriali e lo facciamo senza regole, cioè ogni Comune fa le sue regole, senza una direttrice comune”.

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Il riferimento è alla frammentazione normativa che, secondo Battistoni, sta caratterizzando l’applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari in Italia. Un contesto che rischia di generare contenziosi e incertezza per un comparto strategico come quello dell’economia balneare, pilastro turistico di località come Cesenatico e di tutta la Riviera romagnola.

“Quindi un bando tipo ha una sua logica. Bene che il ministro sia uscito e voglio sperare che dopo più di 15 anni si decida cosa vogliamo fare su uno degli asset strategici del Paese. Ovvio che non sono favorevole ai bandi perché solo l’Italia li fa, evidentemente siamo un Paese debole. Noi li dobbiamo fare anche senza un indennizzo per coloro che hanno avuto l’azienda su un terreno che è di tutti e per questo deve essere gestito con il rispetto di una cosa che è di tutti. Vediamo cosa verrà fuori dal bando tipo”.

Con l’annuncio del ministro Salvini sui bandi entro marzo, il settore balneare italiano si prepara dunque a una fase decisiva, dopo oltre quindici anni di incertezze normative legate alla direttiva Bolkestein e alla gestione delle concessioni balneari.

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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