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La guerra in Iran preoccupa numerose aziende del territorio romagnolo oltre ad avere impatti concreti sul costo della vita.

Nello specifico Legacoop traccia il quadro attuale evidenziando:

  • blocco di container di ortofrutta nell’oceano;
  • stop agli ordini in diversi settori;
  • aumento considerevole dei costi dell’energia.
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I punti critici

  1. Per quanto riguarda i container dell’ortofrutta romagnola, il fermo riguarda principalmente  kiwi e mele destinati all’Arabia e ai paesi limitrofi; ciò a causa dell’interdizione assoluta del mare  del Golfo Persico e il blocco totale dello Stretto di Hormuz;
  2. il blocco degli ordini e dei contratti commerciali, seppur parziali, riguarda il settore vitivinicolo. Ferme invece le richieste di offerte per le produzioni metalmeccaniche e industriali, in particolare da Emirati, Arabia Saudita e Qatar. I committenti arabi, specificano tra l’altro, che non vi è alcuna garanzia per le cooperative romagnole in questi settori;
  3. costi energetici in aumento: spesso si tratta di rincari speculativi, tuttavia già nel recente passato – prima a causa del Covid e poi della crisi di Suez, mise in seria difficoltà i conti di tante imprese anche solide e virtuose.

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