L’appello al Ministro Salvini e ai parlamentari romagnoli per sbloccare l’economia del territorio.
Romagna, 7 maggio 2026 — Le immagini delle file infinite che collegano Bologna alla Riviera Romagnola non sono più solo un disagio stagionale, ma il sintomo di una crisi strutturale. I recenti “ponti” del 25 aprile e del 1° maggio hanno confermato una realtà amara: il Passante di Bologna rappresenta oggi un “nodo scorsoio” che soffoca la Romagna, la sua economia turistica e i collegamenti vitali con Milano e le aree produttive del Paese.
Un tavolo di confronto urgente: il ruolo del Ministero
Non ci sono dubbi: la richiesta dell’Assessora regionale alla mobilità Irene Priolo è corretta e necessaria. È fondamentale che il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini convochi un Tavolo concreto di confronto sul futuro del Passante di Bologna. Il dibattito che coinvolge il Comune di Bologna, gli enti locali, la Regione, i cittadini e le imprese è ampio e articolato, ma l’immobilismo non è più un’opzione percorribile. Scegliere di non decidere, come accaduto negli ultimi anni, significa condannare all’irrilevanza una parte strategica del sistema produttivo italiano.
Logistica e Porto di Ravenna: i rischi della paralisi
Il problema non riguarda solo il turismo. Sottovalutare la questione significa ignorare le criticità del trasporto merci, in particolare quelle dirette o provenienti dal Porto di Ravenna verso l’Italia e l’Europa. Il sistema infrastrutturale attuale non è più in grado di reggere il peso di un’economia che vuole crescere.
Il Piano di Sviluppo e le Risorse Nazionali
Il salto di qualità nel confronto deve partire da basi solide:
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Le opere già previste per il Passante.
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Il Piano di sviluppo di Autostrade.
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Il piano decennale (2025-2034) da 115,5 miliardi di euro presentato dal Governo per colmare i divari infrastrutturali e rafforzare la sicurezza nazionale.
Questo salto in avanti può avvenire solo all’interno di un Tavolo nazionale che metta a sistema risorse e necessità territoriali.
Appello ai Parlamentari Romagnoli: “Non siate spettatori”
Lanciamo un appello diretto al Ministro Salvini e, senza polemiche ma con estrema fermezza, ai Parlamentari eletti in Romagna, specialmente a chi sostiene la maggioranza di Governo. Non è più tempo di restare a guardare.
“L’immobilismo sul nodo di Bologna è incomprensibile e ingiustificabile per l’intero sistema economico romagnolo.”
Tutte le componenti del territorio — industria, commercio, artigianato, agricoltura, turismo e cooperazione — segnalano compatte l’urgenza dell’intervento. È inaccettabile che nel dibattito politico parlamentare il tema resti marginale o assente.
Un dovere verso il territorio a un anno dalle elezioni
A meno di un anno dalle prossime elezioni politiche, i Parlamentari romagnoli hanno il dovere di intraprendere un’azione specifica. La vicinanza reale al territorio e ai suoi problemi si misura con i fatti: senza un impegno concreto sul nodo di Bologna, il giudizio sul loro operato non potrà che essere inevitabilmente negativo.

