Operazione congiunta

I Carabinieri della Compagnia di Città di Castello hanno tratto in arresto, nella flagranza dei reati di truffa aggravata in concorso e resistenza a Pubblico Ufficiale, un 45enne ed un 47enne.

L’operazione è scaturita dalla tempestiva segnalazione della Compagnia Carabinieri di Cesena, che aveva appena raccolto gli elementi utili a individuare l’autovettura utilizzata dai presunti autori di una truffa perpetrata ai danni di una coppia di anziani residente nella provincia romagnola. La rapidità dello scambio informativo tra i due Comandi ha consentito di attivare immediatamente il dispositivo di ricerca lungo la SS E45, individuata quale probabile via di fuga dei malviventi.

I fatti

Gli immediati accertamenti hanno consentito di ricostruire anche il meccanismo della truffa. La vittima, una donna di 80 anni, era stata contattata telefonicamente da un uomo che, qualificandosi falsamente come appartenente alle Forze di polizia, le aveva riferito che l’autovettura del marito sarebbe stata utilizzata per la commissione di una rapina ai danni di una gioielleria. Con il pretesto di dover svolgere urgenti verifiche per escludere qualsiasi coinvolgimento della coppia, il sedicente operatore annunciava l’imminente arrivo presso l’abitazione di un collega incaricato di controllare i gioielli e il denaro contante custoditi in casa.
Profondamente turbata dalla notizia e confidando nella buona fede dell’interlocutore, l’anziana raccoglieva tutti i propri monili in oro e il denaro contante, mostrandoli all’uomo che, poco dopo, si presentava presso la sua abitazione. Approfittando di un momento di distrazione della donna, il falso incaricato si impossessava dei preziosi e del denaro, allontanandosi rapidamente a bordo dell’autovettura poi intercettata dai Carabinieri.
A seguito della segnalazione diramata dai colleghi di Cesena, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Città di Castello individuava il veicolo mentre percorreva la SS E45 in direzione sud. All’intimazione dell’alt, il conducente accelerava improvvisamente nel tentativo di sottrarsi al controllo, dando origine a un inseguimento protrattosi per alcuni chilometri.
Durante la fuga, gli occupanti dell’autovettura lanciavano dal finestrino due involucri, immediatamente recuperati da un secondo equipaggio della Radiomobile sopraggiunto in supporto. Al loro interno venivano rinvenuti numerosi monili in oro.
Le successive perquisizioni personale e veicolare consentivano inoltre di recuperare ulteriori preziosi e oltre 1.000 euro in contanti.
Le conseguenti verifiche investigative permettevano di ricostruire la provenienza della refurtiva. L’anziana vittima riconosceva infatti senza alcuna esitazione i gioielli recuperati dai Carabinieri, tra i quali la propria fede nuziale recante inciso il suo nome. Il valore complessivo dei monili ammonta a circa 9.000 euro, ai quali si aggiunge la somma di circa 1.000 euro in denaro contante sottratta alla vittima. L’intera refurtiva è stata sottoposta a sequestro e sarà restituita alla legittima proprietaria.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati associati alla Casa Circondariale di Perugia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’arresto è stato successivamente convalidato dal GIP presso il Tribunale di Perugia, il quale ha disposto nei confronti degli indagati la misura degli arresti domiciliari, dichiarando la competenza di un’altra Autorità Giudiziaria per la prosecuzione del provvedimento.

Carabinieri

Le raccomandazioni dei Carabinieri

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, soprattutto alle persone più anziane e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione nei confronti di richieste sospette di denaro o preziosi formulate da sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine o ad altri enti pubblici. In caso di dubbio è fondamentale interrompere immediatamente ogni contatto e contattare senza esitazione il numero di emergenza 112, ricordando che nessun appartenente alle Forze di polizia richiede denaro o gioielli per risolvere vicende giudiziarie o familiari.

Si rappresenta che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi non colpevoli sino a sentenza irrevocabile di condanna.

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