L’Azienda USL della Romagna ha diffuso una nota per informare la cittadinanza dello sciopero generale nazionale proclamato per l’intera giornata di venerdì 2 ottobre, che coinvolgerà tutto il personale dell’azienda sanitaria. A indire la mobilitazione è l’Associazione Sindacale CSLE, che ha convocato un’astensione dal lavoro plurisettoriale estesa anche al comparto della sanità pubblica.
Cosa cambia per i servizi sanitari in Romagna
Nella giornata dello sciopero, precisa l’Ausl, resteranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali, attraverso l’erogazione delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, nel rispetto della normativa vigente in materia di diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Restano quindi assicurate le prestazioni urgenti e non rinviabili: pronto soccorso, terapie intensive, dialisi, oncologia e le altre attività per cui un’interruzione comprometterebbe la salute dei pazienti. Chi ha un appuntamento fissato per venerdì 2 ottobre può comunque rivolgersi alla propria struttura di riferimento per verificare eventuali variazioni.
Una protesta che va oltre la sanità
Quella del 2 ottobre non è una mobilitazione limitata al comparto sanitario. Il sindacato CSLE ha proclamato uno sciopero generale nazionale plurisettoriale, che coinvolge sia il pubblico impiego sia il settore privato: dai trasporti ferroviari, con criticità previste nella fascia centrale della giornata, al comparto marittimo, fino a possibili adesioni nel trasporto pubblico locale. Anche in questi ambiti restano comunque previste le consuete fasce di garanzia nelle ore di punta, mattutine e serali, per limitare i disagi agli utenti.






