Manifattura in Emilia-Romagna, le imprese tengono il timone: fatturati stabili, export e rinnovabili per battere l’incertezza
Il quadro non è brillante, ma nemmeno da allarme. Le imprese manifatturiere dell’Emilia-Romagna attraversano la tempesta dei mercati globali senza restare alla finestra: investono nei processi, innovano, guardano all’estero e puntano sull’efficienza energetica. È la fotografia scattata dall’Osservatorio MECSPE sul primo quadrimestre 2026, realizzato da Nomisma tra maggio e giugno con un focus sulla regione. MECSPE è la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera e tornerà a BolognaFiere dal 3 al 5 marzo 2027.
Soddisfazione media, conti in ordine
A dare la misura del clima è anzitutto l’umore degli imprenditori. Solo il 19% degli intervistati si dichiara poco soddisfatto dell’andamento dei primi quattro mesi dell’anno, mentre il 52% esprime una soddisfazione media e il 29% alta, valori in linea con la media nazionale.
Un cauto ottimismo che trova riscontro nei numeri aziendali. Il 72% delle imprese emiliano-romagnole si dice in linea con gli obiettivi fissati per il 2026, contro il 63% registrato a livello nazionale. Quasi sette aziende su dieci hanno chiuso il primo quadrimestre con un fatturato stabile o in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, e più di una su due giudica almeno sufficiente il proprio portafoglio ordini.
Anche lo sguardo sul futuro resta prudente ma non pessimista: l‘89% affronta il biennio 2026-2027 con una fiducia almeno moderata, un dato leggermente superiore alla media italiana, e il 21% nutre aspettative elevate. Le preoccupazioni però non mancano. L’incertezza internazionale è la prima criticità per il 52% delle aziende, seguita dall’andamento generale del mercato (40%) e dal rincaro delle materie prime (38%). Pressioni che, secondo l’Osservatorio, stanno spingendo gli imprenditori a ripensare strategie, processi e priorità di investimento.
Digitale e robotica, l’innovazione procede per gradi
Tra le tendenze destinate a rafforzarsi nei prossimi anni, le imprese mettono al primo posto la digitalizzazione e l’interconnessione dei processi, seguite da automazione e robotica per l’efficienza produttiva e dalla produzione su misura. Cresce l’attenzione verso trasformazioni di più lungo respiro, come la sostenibilità ambientale e i processi a basso impatto, e rispetto alla rilevazione precedente sale anche l’interesse per la riorganizzazione delle catene di fornitura.
La strategia che emerge è concreta e graduale: si parte dalle tecnologie capaci di dare benefici immediati in termini di produttività, qualità ed efficienza, per preparare il terreno a cambiamenti più profondi.
Export, l’86% guarda avanti con fiducia
Buone notizie arrivano dai mercati esteri. L’86% delle imprese dell’Emilia-Romagna guarda con fiducia o stabilità all’export nel biennio 2026-2027, poco sotto l’88% nazionale. Più che arretrare, le aziende stanno ridisegnando le proprie rotte: tra le esportatrici, il 38% punta a consolidarsi nei mercati già presidiati e considerati più stabili, il 26% cerca nuove destinazioni per diversificare il rischio (contro il 32% a livello nazionale), mentre un 18% sta riportando l’attenzione sul mercato interno.
Si raffredda anche l’ansia da dazi. Oltre la metà delle imprese si dichiara poco o per nulla preoccupata per il loro impatto, in linea con il dato italiano: passata la prima fase di allarme, una parte consistente del sistema produttivo sembra essersi adattata al nuovo scenario commerciale, rivedendo strategie e modelli di business.
Bollette in salita, la risposta è nelle rinnovabili
Il capitolo energia resta delicato. Otto imprese su dieci prevedono un aumento dei costi energetici, anche se per il 58% i rincari saranno gestibili e non metteranno a rischio la sostenibilità aziendale. La pressione, però, si sta trasformando in leva: il 45% delle aziende prevede investimenti in energie rinnovabili o in efficienza energetica, per rendersi meno esposto alla volatilità dei prezzi.
Discorso simile per le filiere. Le difficoltà di approvvigionamento restano diffuse, ma per oltre sette imprese su dieci l’impatto sulla produzione è stato moderato o minimo. Per rendere le catene di fornitura più resistenti a nuovi shock, le aziende diversificano i fornitori, stringono accordi di lungo periodo, aumentano le scorte e sperimentano materiali alternativi.
«Imprenditori prudenti oggi, ma pronti a investire»
«Le trasformazioni globali aprono nuove opportunità per la manifattura italiana: imprenditori prudenti oggi, ma pronti a investire sul futuro», commenta Maruska Sabato, project manager di MECSPE. «I dati dell’Osservatorio mostrano imprese consapevoli delle sfide che hanno davanti, ma determinate a rafforzare la propria competitività attraverso investimenti, innovazione e apertura a nuovi mercati. La trasformazione digitale, l’efficienza energetica e la buona tenuta delle filiere non sono più soltanto obiettivi di sviluppo, ma vere e proprie leve strategiche per affrontare il futuro».
Appuntamento a BolognaFiere nel 2027
La prossima edizione di MECSPE si terrà a BolognaFiere dal 3 al 5 marzo 2027, con focus su efficienza produttiva, digitalizzazione dei processi, energia, materiali e riorganizzazione delle supply chain. L’edizione 2026 aveva richiamato 60.581 visitatori professionali, con oltre 2.000 aziende espositrici su 92.000 metri quadrati, 13 saloni, 18 iniziative speciali e 157 convegni. Informazioni su www.mecspe.com.






