Presentato al Palazzo del Turismo il progetto di public engagement del Dipartimento di Architettura sulla costa romagnola. Intanto è uscito il bando per l’identità visiva: domande entro il 14 ottobre

Cesenatico come caso di studio, e soprattutto come luogo di confronto. Lunedì 28 settembre la Sala del Palazzo del Turismo ha ospitato la presentazione di “Abitare la costa fragile”, il percorso di engagement promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, insieme al Laboratorio di Urbanistica 2026-27 che per un anno lavorerà proprio sul litorale. All’incontro è intervenuto il sindaco Jacopo Agostini, accanto alle docenti del corso Valentina Orioli, Marialuisa Cipriani e Martina Massari e ai tutor Gloria Lisi, Nicolò Maltoni e Giulia Maroni. Il progetto rientra nelle attività del Laboratorio CARTA (città, ambiente, reti, territorio, azioni).

Una costa che cambia, dentro e fuori dall’acqua

Il punto di partenza è una fotografia che chi vive la Riviera conosce bene. La costa romagnola viene descritta come un territorio in cui si sommano vulnerabilità ambientale e climatica, un modello turistico tradizionale che mostra segni di invecchiamento e criticità demografiche e abitative. Non solo mareggiate ed erosione, quindi, ma anche alberghi chiusi, patrimonio ricettivo da ripensare e un problema casa che riguarda chi a Cesenatico ci vive tutto l’anno.

L’obiettivo dichiarato è costruire un modello per la transizione socio-ecologica della costa, attraverso ascolto, confronto, formazione, co-progettazione e restituzione pubblica. Un percorso che mette allo stesso tavolo ricerca universitaria, amministrazioni, operatori economici, cittadini e terzo settore.

La “urban room” e il memorandum finale

Il cuore del progetto è la sperimentazione di una “urban room adattiva”: uno spazio fisico e digitale, attivabile nei territori costieri, pensato per rendere accessibili dati, analisi, mappe, scenari progettuali e strumenti per la riconversione delle strutture ricettive in crisi. Attorno a questo dispositivo ruoteranno seminari formativi, laboratori di co-progettazione, assemblee pubbliche e attività di ascolto, fino alla selezione di alcuni casi pilota e alla stesura di linee guida operative.

Il percorso durerà 18 mesi e seguirà lo schema Plan-Do-Check-Act: dalla costruzione del quadro conoscitivo all’avvio dei laboratori, dal monitoraggio dei risultati alla restituzione finale, che si chiuderà con la firma pubblica di un memorandum di impegni condivisi. Oltre al Dipartimento di Architettura sono coinvolti il Dipartimento di Scienze Economiche, quello di Scienze Aziendali e il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST). L’iniziativa è finanziata nell’ambito del Bando Unibo Public Engagement 2026.

Il bando: cercasi identità visiva per il progetto

A pochi giorni dalla presentazione, il Dipartimento di Architettura ha pubblicato un avviso di selezione per titoli e colloquio (Prot. n. 0002859 del 25 settembre 2026) per affidare un incarico di lavoro autonomo. La figura ricercata dovrà progettare l’identità visiva coordinata e il sistema di comunicazione di “Abitare la costa fragile”, a supporto del coinvolgimento del territorio, della fruibilità della urban room e della diffusione dei risultati.

Cosa dovrà realizzare il professionista

Il lavoro parte dalla definizione di un concept visivo legato ai temi della fragilità costiera, dell’abitare e della rigenerazione del patrimonio ricettivo. Da lì, il sistema completo da consegnare comprende:

  • logo o marchio di progetto, palette cromatica, tipografie, griglie e linee guida d’uso;
  • template editabili per presentazioni, documenti, locandine, inviti, programmi e post social;
  • materiali per seminari, laboratori, assemblee pubbliche, roll-up, pannelli espositivi e schede dei casi pilota;
  • archivio ordinato di file sorgente ed esecutivi, pronti per stampa e pubblicazione online.

L’incarico dura 10 mesi, per un impegno stimato di circa 80 ore, con un compenso lordo complessivo di 2.500 euro(comprensivo di oneri fiscali, previdenziali e assicurativi a carico del prestatore), pagato in due rate posticipate. Il prestatore dovrà inoltre dotarsi di un’assicurazione per responsabilità civile verso terzi. L’attività si svolgerà principalmente nella sede di Cesena del Dipartimento o da remoto.

Requisiti e scadenze

Per partecipare serve una laurea magistrale in Disegno Industriale (LM-12) o in Architettura e Ingegneria edile-architettura (LM-4), o titolo equivalente, oltre ad almeno 12 mesi di esperienza professionale qualificata, maturata in enti pubblici o organizzazioni private, in ambiti legati all’oggetto dell’incarico. La selezione è aperta sia ai dipendenti a tempo indeterminato dell’Ateneo, che hanno la precedenza, sia a candidati esterni.

Le domande vanno inviate entro le 12 di mercoledì 14 ottobre 2026, tramite PEC personale all’indirizzo da.dipartimento@pec.unibo.it oppure via email a diparc.segreteriaamministrativa@unibo.it, indicando nell’oggetto il numero di protocollo del bando. Alla domanda vanno allegati curriculum in formato europeo firmato e datato, elenco dei titoli e copia di un documento d’identità.

I colloqui si terranno lunedì 19 ottobre dalle 10, a distanza su Microsoft Teams, davanti a una commissione composta da Valentina Orioli, Martina Massari e Nicolò Maltoni (supplente Marialuisa Cipriani). Si parlerà di progettazione grafica, identità visive, comunicazione editoriale e digitale, materiali per processi partecipativi e lavoro in gruppi interdisciplinari, con discussione del portfolio. Il punteggio massimo è di 40 punti: 30 per il colloquio, che si supera con almeno 21, e 10 per i titoli. Avviso completo e allegati sono disponibili sul sito Unibo.it.

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