Cesena, un incontro su pace, energia e politiche di riarmo

Stop Rearm EU Cesena promuove sabato 24 ottobre, dalle ore 15, “Energie per la pace – contro il riarmo”, incontro pubblico in programma alla Sala Migliori della Camera del Lavoro, in via T. M. Plauto 90. Al centro del confronto: la relazione tra politiche di difesa, transizione energetica, crisi climatica e lavoro.

Il confronto alla Camera del Lavoro

L’appuntamento riunirà attiviste, amministratrici, ricercatrici e figure impegnate nei temi ambientali e sociali. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è discutere il modello di sicurezza e sviluppo da perseguire in Europa, mettendo in relazione le spese militari con gli investimenti pubblici e le condizioni economiche delle famiglie.

Il dibattito sarà coordinato da Sara Mazzola e Francesco Occhipinti. Interverranno Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente; il giornalista e attivista Massimo Serafini; Paolo Burani, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna; il ricercatore e attivista Andrea Fantini; Enrico De Sanso, responsabile delle Comunità energetiche rinnovabili di ènostra; e Vittorio Valletta, consigliere comunale di Cesena.

Riarmo e risorse pubbliche

L’iniziativa prende posizione contro l’aumento degli investimenti militari in Europa. Nel comunicato, Stop Rearm EU Cesena richiama il piano ReArm Europe, presentato nel marzo 2025 e successivamente rinominato Readiness 2030, attraverso il quale la Commissione europea ha indicato l’obiettivo di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa.

Viene inoltre citato l’impegno assunto dai Paesi NATO al vertice dell’Aia: portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035. Per la rete cesenate, l’incremento delle risorse destinate alla difesa rischia di comprimere le possibilità di finanziamento per sanità, istruzione, welfare e politiche ambientali.

La questione, secondo i promotori, riguarda anche la qualità della vita quotidiana: il costo della vita, le bollette e gli effetti del cambiamento climatico sono indicati come urgenze sulle quali indirizzare priorità e investimenti.

Guerra, fonti fossili e transizione

Una parte dell’incontro sarà dedicata al rapporto fra conflitti, energia e ambiente. Stop Rearm EU Cesena sottolinea come il controllo delle fonti fossili abbia spesso un peso nelle tensioni internazionali e come la dipendenza da gas e petrolio importati possa esporre territori, famiglie e imprese alle oscillazioni dei prezzi e alle crisi geopolitiche.

Nel confronto entreranno quindi le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e il ruolo delle comunità energetiche. Il punto di vista proposto dagli organizzatori è quello di una transizione capace di ridurre la dipendenza dall’estero, favorire una produzione di energia vicina ai luoghi di consumo e distribuire sul territorio i benefici economici.

Lavoro e diritti nel dibattito

L’evento propone infine una riflessione sulle conseguenze sociali delle scelte energetiche e industriali. La “transizione giusta” richiamata nel titolo è descritta come un percorso che tenga insieme riduzione delle emissioni, occupazione di qualità, tutela del clima e diritti.

Il confronto di Cesena si inserisce così nel dibattito sulle priorità economiche e strategiche dell’Europa, contrapponendo alla crescita della spesa militare un investimento su coesione sociale, servizi pubblici e cooperazione internazionale.