A cura del Professor Ferruccio Dominici

Anticamente i cimiteri erano situati accanto alla chiesa parrocchiale, come si vede ancor oggi andando per i centri rurali della nostra stupenda Romagna. Nel comune di Cesenatico l’antica parrocchia di Sala, eretta nel 1365, quindi ancor prima di quella di San Giacomo sul porto (1440), ha il cimitero accanto alla bella chiesa-santuario, a differenza del capoluogo. Tuttavia le antiche stampe evidenziano chiaramente la dislocazione del cimitero urbano accanto alla parrocchiale e dunque per quale motivo ora si trova lungo via Mazzini, in direzione Cervia? Occorre ripercorrere brevemente la storia di Cesenatico e tornare all’inizio dell’800, quando arrivò fino in Romagna l’ondata del “tornado Napoleonico”.

Il tornado Napoleonico

Cesenatico visse circa tre lustri di indipendenza dalla città-madre Cesena e, in ossequio alle disposizioni dell’imperatore francese che disponevano l’allontanamento dai centri abitati dei cimiteri per motivi di igiene pubblica, quello del capoluogo venne trasferito dove si trova attualmente. Fu così che su quella duna sabbiosa vennero collocate le nuove sepolture, mentre la recinzione fu completata nel 1824 ed è quella in mattoni rossi che circonda ancor oggi la parte più antica. La chiesetta venne costruita più tardi e completata nel 1854; nell’occasione venne posta anche una grande croce proprio al centro del vialetto che dall’ingresso termina alla chiesa* .

Sul diario della visita pastorale del vescovo di Cesena, mons. Giovanni Cazzani , compiuta a Cesenatico nel 1925, si legge che “il cimitero, eretto nel 1825, fu benedetto dall’Arciprete don Luigi Sintini per facoltà dell’Ecc. Legato Castiglioni”, inoltre “il custode, già mansionario sagrista del Duomo di Cervia (al tempo sede vescovile) è don Polidoro Torri** dipendente del Comune”.
Nel 1925 il podestà Giovanbattista Cagnoni ( Verbale 2 luglio 1925, ogg. n.98) emanò il “Regolamento per la vendita di cripte nella nuova chiesa del Cimitero”. Ovviamente era stata restaurata come si trova attualmente. Il visitatore che si sofferma a visitare la chiesa nota infatti, al suo interno, numerose lapidi attestanti sepolture; il citato verbale precisa che sotto il pavimento vi sono 6 cripte da 6 loculi in vendita a £.6.000 caduna; 3 da 4 loculi a £.4.000 cad. e 2 da 2 loculi a £.2.000 cad. (Ovviamente lire del 1925!). Fino alla proclamazione del Regno d’Italia (1861), il direttore del cimitero era un sacerdote designato dal parroco, tuttavia anche le amministrazioni “laiche” succedutesi dopo quella data, mantennero la consuetudine di nominare direttore del cimitero un sacerdote della parrocchia; tale consuetudine è cessata col pensionamento dell’ultimo “custode”, mons Vittorio Fusaroli, (già parroco in San Giacomo dal 1944 al 1956).

Negli anni ’70, in occasione dell’ampliamento del Cimitero con lo spostamento del muro perimetrale lato mare, è stato aggiunto sul retro della chiesetta un corpo di fabbrica di forma semi-ottagonale, per ricavare un vano ad uso sagrestia con annesso servizio igienico, per una superficie di mq. 16 c.a Le dimensioni del fabbricato sono: lunghezza m. 10 ; larghezza m. 6,80 ; altezza m. 8,70 altezza alla vela campanaria m.13,50.

*La croce è stata abbattuta definitivamente nel 1890 per disposizione della giunta repubblicana (sindaco Girolamo Gusella).

**Don Polidoro nato a Cesenatico nel 1864, custode del cimitero dal 1894 al 1946, ha voluto umile sepoltura all’esterno della chiesetta, esattamente davanti all’ingresso. Alcuni tra i compaesani più anziani lo ricordavano affettuosamente col romagnolo Dundòri de camsént .

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