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Medici indagati, flashmob al Bufalini

Alle ore 13 la tettoia dell’Ospedale Bufalini di Cesena ha ospitato il flash mob spontaneo di sanitari e cittadini per esprimere solidarietà ai medici indagati a Ravenna. I presenti hanno criticato il modo con cui sono state fatte le perquisizioni.

Inoltre Omar Fabbri, un infermiere di Mercato Saraceno, ha letto due comunicati particolarmente sentiti dai presenti che hanno descritto il clima di chi vive questa situazione con un bollino sulla testa “per aver fatto il proprio mestiere”. Uno dei cori che passava di voce in voce durante il flashmob era “La cura non si processa”.

Il pregresso è stato raccontato qui.

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flashmob bufalini

Avs Cesena “La cura non si criminalizza”

“Oggi – si legge -, 16 febbraio, abbiamo depositato un’interpellanza rivolta al Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, in qualità di Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna, per chiedere chiarezza sulle indagini che hanno coinvolto professioniste e professionisti sanitari impegnati nel lavoro di cura. Chiediamo di garantire piena autonomia ai sanitari, di tutelare la continuità dell’assistenza e di verificare se le perquisizioni abbiano ostacolato l’attività di cura. Chiediamo anche che venga espressa vicinanza a chi ogni giorno difende il diritto alla salute”.

“Fondamenta-Alleanza Verdi e Sinistra si unisce a chi oggi ha manifestato e manifesterà sostegno e vicinanza ai sanitari indagati in vari sit-in di fronte ad ospedali emiliano-romagnoli. Ciò che rende una comunità più forte non è la forza contro l’altro, ma la capacità di prendersi cura. Il primo segno di civiltà — ricordano gli antropologi — è un femore guarito: qualcuno si è fermato ad aiutare”.

“Oggi – si legge – invece il Governo continua a definanziare il sistema sanitario pubblico, lasciando personale allo stremo, e allo stesso tempo alimenta una narrazione punitiva contro chi fa semplicemente il proprio lavoro. Quando si colpisce il diritto alla salute di qualcuno, si indebolisce quello di tutte e tutti. È una questione di civiltà, di giustizia sociale e di democrazia. La sanità – conclude Avs – pubblica si difende investendo nella cura, non criminalizzando chi la garantisce ogni giorno”.

flashmob bufalini
flashmob bufalini

Cisl medici:

“La “perquisizione informatica” di giovedì 12 febbraio all’interno del reparto di malattie infettive ha destato profonda preoccupazione” inizia così la nota del sindacato. “La totale e completa fiducia nel lavoro della magistratura ci obbliga sia a a rifiutare qualsiasi strumentalizzazione politica della vicenda sia a mantenerci distanti da processi mediatici già in atto”.

“Vogliamo ribadire con forza che l’atto Medico ha come unico scopo la cura della persona e di conseguenza deve essere compiuto in totale autonomia e libertà. Autonomia e libertà che aumentano la responsabilità morale del medico che deve prendere decisioni sulla vita umana. Vogliamo pertanto esprimere la nostra vicinanza ai colleghi oggetto della perquisizione e alle loro famiglie”.

“Riteniamo necessario con serenità e distacco, prendendo spunto da questa dolorosa vicenda, chiarire ruoli, procedure e responsabilità dei medici ospedalieri che si trovano ad operare in un contesto di emergenza umanitaria quale è la migrazione. Chiarimento che si rende assolutamente necessario per tutelare la missione del medico ospedaliero e la sua serenità lavorativa. Rimaniamo fiduciosi in attesa della conclusione delle indagini”.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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