La guerra in Iran preoccupa numerose aziende del territorio romagnolo oltre ad avere impatti concreti sul costo della vita.
Nello specifico Legacoop traccia il quadro attuale evidenziando:
- blocco di container di ortofrutta nell’oceano;
- stop agli ordini in diversi settori;
- aumento considerevole dei costi dell’energia.
I punti critici
- Per quanto riguarda i container dell’ortofrutta romagnola, il fermo riguarda principalmente kiwi e mele destinati all’Arabia e ai paesi limitrofi; ciò a causa dell’interdizione assoluta del mare del Golfo Persico e il blocco totale dello Stretto di Hormuz;
- il blocco degli ordini e dei contratti commerciali, seppur parziali, riguarda il settore vitivinicolo. Ferme invece le richieste di offerte per le produzioni metalmeccaniche e industriali, in particolare da Emirati, Arabia Saudita e Qatar. I committenti arabi, specificano tra l’altro, che non vi è alcuna garanzia per le cooperative romagnole in questi settori;
- costi energetici in aumento: spesso si tratta di rincari speculativi, tuttavia già nel recente passato – prima a causa del Covid e poi della crisi di Suez, mise in seria difficoltà i conti di tante imprese anche solide e virtuose.

