I rincari, a seguito della guerra, sono evidenti a tutti i consumatori: lampanti, quelli di benzina e diesel che a volte sfiorano, in altri superano, i 2 euro al litro.
In ragione di questo, come si legge nel Corriere di Bologna, numerosi sono i trasfertisti che raggiungono la vicina San Marino per fare il pieno.
La maggior parte di coloro che si muovono a caccia di affari, sono riminesi: è sufficiente, infatti, fermarsi nei distributori «dirimpettai» alla strada consolare che porta da Rimini al Titano per rendersi conto che lo sconto è presto detto: al 10 marzo il prezzo al litro della benzina variava tra 1,55 centesimi e 1,67 centesimi, circa 30 centesimi in meno dell’offerta di carburante italiano.
Discorso diverso, invece, è per il diesel che è altrettanto lievitato sfiorando 1,95 centesimi.
In questo modo, dunque, è possibile fare il pieno al serbatoio risparmiando anche 20 euro; c’è poi chi è arrivato a San Marino con delle vere e proprie taniche che devono essere a loro volta certificate, e le “ricariche” non possono superare i 10 litri.
Per completezza, occorre precisare che anche a San Marino ci sono le accise: sono più basse e in generale non possono essere inferiori ai 15 centesimi e l’Iva sui carburanti è pari al 21% (diversamente dall’Italia al 22%).
Quel che è certo è che il Governo ci si augura intervenga sulle accise italiane…

