Dopo l’articolo pubblicato su Living Cesenatico sulle diagnosi tardive, continuano ad arrivare nuove segnalazioni da parte di famiglie del territorio di Cesenatico. Il quadro che emerge rafforza una criticità evidente: la carenza di servizi psicologici pubblici e le lunghe liste d’attesa stanno creando disagi concreti, soprattutto per i più piccoli. Quelli, che invece, dovrebbero essere più tutelati.
In particolare, diverse mamme denunciano l’assenza di una figura di riferimento dopo il pensionamento di una dottoressa psicologa infantile dell’Ausl , avvenuto a fine 2025. Nei Comuni di Cesenatico, Gambettola e Savignano sul Rubicone, non sarebbe ancora stato individuato un sostituto stabile. Questo vuoto sta lasciando intere famiglie senza supporto, costringendole a rivolgersi a specialisti privati a pagamento.
“Chi deve iniziare un percorso o rifare la valutazione presso l’Inps si trova obbligato a pagare uno specialista per colpa dei tagli ai fondi”, racconta una mamma, evidenziando come il problema non sia solo organizzativo, ma anche economico.
Situazione analoga viene segnalata anche a Cesena, dove molti bambini risultano in lista d’attesa da mesi. “Il tempo – sottolineano i genitori – diventa un fattore determinante: senza interventi tempestivi, le difficoltà rischiano di aggravarsi, compromettendo lo sviluppo dei minori”.
Il tema solleva anche una questione di diritti. Come ricordato da un’altra testimonianza, il diritto alla salute dei bambini è sancito dall’articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che include non solo la cura delle malattie, ma anche il diritto a uno sviluppo psicofisico sano e a un’istruzione adeguata.
Le famiglie chiedono risposte concrete e tempestive: “La salute dei bambini, ricordano, non può aspettare”.

