Carcere di Forlì, tra sovraffollamento alla Rocca di Ravaldino e l’attesa del nuovo penitenziario
La situazione del carcere di Forlì è una cartina tornasole della società. Tanto più dopo il periodo estivo (a questo link un servizio precedente). I dati dell’associazione Antigone permettono di conoscere la composizione dei carcerati, divisa per uomini, donne e stranieri, e lo stato della struttura. Gli stranieri sono meno della metà dei carcerati confermando il trend presente nella casa circondariale. È ricavata all’interno della Rocca di Ravaldino e da oltre un decennio si aspetta la chiusura del cantiere del nuovo carcere. I dati sono aggiornati al 31 agosto 2026 e mostrano un sovraffollamento cronico. Ci sono 161 detenuti per 144 posti. Di questi gli stranieri sono 65 e le donne 21. Da aprile di questo anno la situazione è pressoché invariata.
Spazi stretti, celle buie e muffa nelle docce: il report sulle condizioni della Rocca di Ravaldino
Il carcere ospitato all’interno della storica Rocca di Ravaldino mostra il peso della sua origine medievale. Struttura angusta, spazi limitati e scarsamente illuminati caratterizzano l’istituto penitenziario, dove le celle di dimensioni ridotte dispongono di finestre piccole e schermate che lasciano filtrare pochissima luce naturale. Particolarmente sacrificata appare la gestione degli spazi comuni: la sezione femminile e la sezione “Oasi”, riservata ai detenuti protetti, si affacciano su un ballatoio interno, una conformazione che riduce ulteriormente le aree a disposizione delle persone fuori dalle celle.
Criticità nella parti comuni
Nonostante la rigidità strutturale, il report di Antigone evidenzia condizioni generali di pulizia e cura complessivamente discrete, con un’attenzione particolare riservata alla sezione femminile, sebbene penalizzata da metrature particolarmente ridotte. Sul fronte delle criticità, la situazione più grave si registra nelle docce comuni, in particolare nelle sezioni maschili, segnate da problemi persistenti di umidità e presenza di muffe. Resta inoltre indisponibile l’ala del terzo piano (lato A), chiusa a causa delle infiltrazioni provocate dall’alluvione del maggio 2023. Per la conclusione dei lavori di ripristino e la conseguente riapertura, l’orizzonte temporale indicato è fissato per la fine del 2026.
Verso il nuovo penitenziario: i lavori corrono verso il 2027
Il futuro dell’edilizia penitenziaria forlivese ha un traguardo temporale ben definito. Gli ultimi aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori confermano che la realizzazione della nuova struttura procede secondo la tabella di marcia, con l’obiettivo di chiudere i cantieri entro la fine del 2027. Un’opera strategica, finanziata con decine di milioni di euro, pensata per dotare il territorio romagnolo di un istituto moderno, sicuro e in grado di superare le fortissime limitazioni strutturali dell’attuale carcere.
Cosa ne sarà della Rocca?
Il futuro polo penitenziario potrà accogliere 250 persone detenute. Non è ancora deciso, invece, cosa ne sarà della vecchia struttura una volta ultimato il trasloco. L’opzione al momento più probabile prevede la sua riconversione in uno spazio civico e culturale a disposizione della comunità, subordinando però l’intervento a un confronto approfondito sulle iniziative da intraprendere.
La foto di apertura è di repertorio







