Sciopero programmato

Lo Stato di Agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Unione Rubicone e Mare continua. La FP CGIL annuncia lo sciopero che si svolgerà l’8 ottobre 2026, preceduto da un presidio che si terrà nel prossimo Consiglio dell’Unione previsto per il 30 settembre.

Sono 145 i dipendenti dell’Unione in mobilitazione da mesi per chiedere un salario accessorio dignitoso e delle condizioni lavorative adeguate.

Il sindacato evidenzia come il salario accessorio del personale dell’Unione sia sensibilmente più basso della media generale degli altri enti del territorio e di come questa anomalia possa essere sanata aggiungendo semplicemente delle risorse, attraverso una misura utilizzata già in altri enti, portando beneficio ai lavoratori dei comuni e delle unioni.

Infatti, oltre al salario, la FP CGIL da tempo chiede il rafforzamento degli organici e soluzioni per affrontare le problematiche organizzative che affliggono i lavoratori dell’Unione. L’indifferenza dell’Unione sta comportando il proseguo della mobilitazione. Per questo motivo il 30 settembre ci sarà il presidio nel prossimo Consiglio dell’Unione, per arrivare poi allo sciopero dell’8 ottobre.

Se non arriveranno risposte la lotta continuerà per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, per la salvaguardia della qualità dei servizi per i cittadini.

Il commento di Antonio Sarpieri, FP CGIL

“Purtroppo dopo l’apertura dello stato di agitazione, in data 10 marzo, su mandato di una partecipatissima Assemblea, i Sindaci dei Comuni facenti parte dell’Unione Rubicone e Mare continuano a non dare alcuna risposta concreta alle istanze dei lavoratori” dichiara Antonio Sarpieri della FP CGIL. “La normativa permette la possibilità, per i comuni soci dell’Unione, di destinare risorse aggiuntive per innalzare il salario accessorio delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente”.

“Riteniamo che la preoccupazione per le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori debba interessare anche gli amministratori” aggiunge Sarpieri. “Sono le lavoratrici e i lavoratori che mandano avanti i servizi pubblici e la qualità del loro lavoro non può lasciare indifferente chi amministra gli enti per garantire i servizi ai cittadini”.

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