Il nuovo patto
Legambiente Emilia-Romagna ha sottoscritto martedì il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, a valle del confronto sui contenuti del testo. L’associazione ambientalista ha partecipato infatti, nei mesi scorsi, alla stesura degli obiettivi contenuti nel testo firmato da parti sociali, economiche, terzo settore e istituzioni della regione.
In questo percorso, l’economia circolare deve assumere un ruolo centrale, puntando sulla prevenzione dei rifiuti, sul riuso, sul riciclo, per ridurre il consumo di risorse e il ricorso allo smaltimento. Servono obiettivi misurabili anche rispetto alla qualità delle raccolte differenziate e azioni concrete per ridurre i rifiuti prodotti. Sono necessari anche nuovi impianti e tecnologie per recuperare le materie prime critiche dai RAEE e per riciclare i prodotti assorbenti per la persona, trasformando materiali oggi destinati allo smaltimento in nuove risorse. Sono investimenti necessari per coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e sviluppo.
Il confronto tra Legambiente e la Regione ha fatto emergere la rilevanza di alcuni temi all’interno del dibattito pubblico regionale, in virtù della complessità del contesto territoriale e della necessità di superare la visione del passato, che è stata centrale nel processo di sviluppo del territorio nei decenni scorsi ma che oggi è alla base di condizioni di fragilità che emergono in modo evidente.
Il nuovo Patto conferma l’impegno per la mitigazione del cambiamento climatico attraverso obiettivi di incremento della potenza rinnovabile installata sul territorio regionale e promette l’assunzione di nuovi obiettivi per l’elettrificazione dei consumi di parte di famiglie e imprese.
Le dichiarazioni di Davide Ferraresi, Presidente dell’associazione
“Il testo del nuovo Patto rappresenta la sintesi tra le visioni dei firmatari”, commenta Davide Ferraresi, presidente dell’associazione “Abbiamo accolto positivamente la visione complessiva, che pone il contrasto alle cause e agli effetti del cambiamento climatico al centro della strategia di sviluppo della Regione. È evidente, tuttavia, che occorrerà un impegno significativo per tradurre questi principi in atti concreti, individuando al contempo una convergenza con le priorità di tutte le categorie rappresentate all’interno del Patto».
“Dopo il duro confronto sulla legge regionale per le aree idonee agli impianti a fonti rinnovabili, è fondamentale che gli obiettivi continuino ad avanzare” sottolinea Ferraresi. “È il momento di un’azione decisa sulla riduzione dei consumi di combustibili fossili, utile a ridurre la dipendenza dall’estero. Abbiamo condiviso con la Regione la necessità di procedere in modo deciso, trovando anche sinergie con gli obiettivi per il miglioramento della qualità dell’aria che dovranno essere raggiunti entro il 2030.”
“Abbiamo portato alla Giunta, nel corso del confronto sul testo, l’urgenza di un cambio di rotta sulla pianificazione territoriale, in particolare sui processi di consumo del suolo e sulle strategie per la mobilità di merci e persone”, spiega Ferraresi. “A fronte di un cambiamento necessario e di una diversità di prospettive all’interno dei tavoli di confronto, crediamo sia necessaria una più ampia condivisione: la strategia per lo sviluppo territoriale dell’Emilia-Romagna non può fondarsi su modelli estrattivi che compromettano ulteriormente la qualità dell’ambiente e la salute delle persone.”
“Per noi significativa è stata la decisione di includere nel Patto l’impegno a una governance condivisa delle fasce fluviali, un aspetto cruciale per la nostra azione associativa negli ultimi anni, a partire dalle alluvioni del 2023”, conclude. “Il contributo della cittadinanza e del mondo della ricerca non è scontato e dovrà essere sempre più presente all’interno dei processi decisionali.”