Il punto

E’ sufficiente fare una passeggiata per rendersi conti di come molte strutture ricettive, a metà settembre, siano chiuse.

Si tratta non solo di una percezione, ma anche di quanto segnalato da diversi albergatori; 90% è la percentuale delle strutture alberghiere che hanno chiuso i battenti per la stagione.

E’ a questo punto che sorge spontanea la domanda se e in che termini ha senso, ancora, parlare di destagionalizzazione.

Conseguenze alla chiusura

Le diverse segnalazioni sono concordi nel considerare che decidere di chiudere la propria attività, in quanto privata, è senza dubbio una libera scelta e come tale percorribile.

Il tema si sposta sulle modalità di chiusura: insegne spente, filo spinato intorno…come fosse pieno inverno, oltre ad elementi che non hanno nulla a che fare con il decoro. Il buon senso, suggerirebbe di tenere chiuso se lo si vuole ma almeno con l’insegna accesa proprio per restituire l’immagine di una zona viva.

Parallelamente, si condivide sulla necessità di rimettere mano alla programmazione degli eventi del mese di Settembre: si riscontra un’assenza di proposta culturale per un mese sul quale occorrerebbe investire molto di più.

spiaggia cesenatico estate

Uno sforzo congiunto tra pubblico e privato

In conclusione, si rappresenta come il mese di Settembre sia un mese molto appetibile per i turisti perché le temperature sono decisamente gradevoli, i prezzi si abbassano, e quindi sarebbe opportuno ragionare in altra ottica: investire quando si è in bassa stagione e non in alta, che le persone ci sono già di per sè.

Per fare questo, è necessario uno sforzo congiunto tra pubblico e privato, e alla base di tutto un progetto, una strategia condivisa. 

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