Mercoledì 23 settembre, alle 20.00, Pizza Family a Sala di Cesenatico apre le porte a Cristian Santomauro, giovane pizzaiolo cilentano custode de L’Ammaccata – Antica Pizza Cilentana. È il secondo appuntamento del ciclo “Dall’orto al forno: storie di pizza, territori e pizzaioli”, il format ideato da Andrea e Roberta Vallorani per far dialogare la propria cucina con quella di ospiti che arrivano da altre regioni d’Italia.
Un format nato dalla terra
L’idea alla base della rassegna è semplice: raccontare un territorio attraverso l’impasto, i condimenti e le materie prime che lo compongono. A Sala, dove l’agricoltura resta parte dell’identità del paese, Andrea Vallorani e la moglie Roberta coltivano personalmente gli ortaggi che finiscono sulle loro pizze — carciofi, zucche, pomodori, cipolle, verze, tra gli altri — seguendo il calendario delle stagioni. Da questa filosofia, maturata anche nel confronto con il maestro Angelo Iezzi, nasce l’idea di aprire il locale a pizzaioli che condividono la stessa attenzione per la qualità delle materie prime e il legame con i produttori.
Il meccanismo della serata prevede che l’ospite visiti prima l’azienda agricola dei Vallorani, scegliendo tra le coltivazioni disponibili, per poi costruire insieme ad Andrea una pizza a quattro mani che unisca gli ingredienti raccolti in Romagna a quelli portati dal proprio territorio d’origine.
Chi è Cristian Santomauro, custode dell’Ammaccata
Nato 33 anni fa a Piano Vetrale, nel Cilento, Santomauro ha iniziato a lavorare la pizza a 17 anni, ereditando dalla nonna Teresa i segreti dell’Ammaccata: un’antica preparazione contadina, un tempo utilizzata anche per verificare la temperatura dei forni a legna prima della cottura del pane.
Da quel gesto familiare è nato un progetto più ampio. L’impasto dell’Ammaccata si basa su grani antichi cilentani — Carosella, Risciola e Saragolla — la cui miscela viene calibrata da Santomauro in base alle stagioni e alle caratteristiche dei cereali. La lavorazione resta manuale: l’impasto viene letteralmente “ammaccato”, senza cedere a ritmi industriali. Nel 2026 il progetto ha fatto un ulteriore passo verso l’autosufficienza della filiera con l’introduzione di un mulino a pietra per la macinazione autonoma delle farine, ad affiancare l’orto sinergico già esistente.
I riconoscimenti
Gli ultimi anni hanno portato a Santomauro una serie di riconoscimenti significativi: il premio The Best Pizza Identity nel 2024, il premio “Pizza e Territorio” della Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso nel 2025 — anno in cui L’Ammaccata è entrata anche nell’Alleanza Slow Food dei Cuochi — e la Corona Rossa Unica del Golosario Ristoranti d’Italia 2026, ottenuta nel novembre 2025. Nel 2026 Forbes Italia lo ha inserito tra i 35 Maestri della Pizza.
Pizza Family, vent’anni tra pizzeria e campagna
La storia di Andrea e Roberta Vallorani con la pizza comincia nel 1996 sulla riva dell’Adriatico, ma è nel maggio 2005 che nasce Pizza Family a Sala, inizialmente come attività di solo asporto. Nel frattempo Andrea si forma con i corsi dell’API, specializzandosi come istruttore, e incontra Angelo Iezzi, con cui condivide ancora oggi progetti professionali. Il locale apre nel 2018, con Andrea alla guida degli impasti e Roberta a occuparsi di sala e accoglienza.
La carta propone tre stili — al metro, alla pala e tonda all’italiana — con impasti che riposano 72 ore tra maturazione e lievitazione. Accanto alle verdure dell’azienda agricola di famiglia, la selezione delle materie prime include i salumi di Mora Romagnola di Del Vecchio, lo Squacquerone e il Formaggio di Fossa del Caseificio Pascoli, il Cardo Gobbo di Cervia, l’olio extravergine di Giovanni Fraternali Grilli da piante di Correggiolo ultracentenarie, oltre a pomodoro campano, mozzarella di bufala, capperi di Salina e origano dell’Etna. Un percorso che è valso a Pizza Family i Due Spicchi della guida Gambero Rosso.
Cosa aspettarsi dalla serata del 23 settembre
Per l’occasione, Santomauro porterà in Romagna alcuni dei prodotti più identitari del Cilento: i grani antichi, il pomodoro Quarantino, le alici di Menaica, olive, capperi, oli extravergine e cacioricotta di capra, destinati a incontrare gli ortaggi coltivati dai Vallorani. Il menu, che sarà svelato solo la sera dell’evento, comprenderà le pizze più rappresentative dei due pizzaioli e una creazione nata dalla collaborazione tra Romagna e Cilento.







