La rivelazione mai verbalizzata

Emerge una nuova rivelazione da parte di un detenuto rinchiuso, al tempo, nel carcere di Rimini, nei confronti di un agente penitenziario, mai verbalizzata prima.

Secondo l’agenzia La Presse, infatti, quanto dichiarato sarebbe poi stato ripreso dalla polizia giudiziaria della procura romagnola che successivamente ha ascoltato il detenuto, nell’ambito delle indagini sul presunto omicidio del pirata.

“Quella mattina Marco fu massacrato di botte perché dovevano recuperare un credito di droga di circa 260mila euro” – la rivelazione.

Il referto autoptico

Quanto riferito potrebbe coincidere con quanto emerso dal referto degli esami autoptici: “Le ferite ematiche sul volto e sugli occhi di Pantani Marco potrebbero essere riferite a un pestaggio”.

Per completezza, si rappresenta che gli agenti della polizia scientifica, al tempo dei fatti, non sono stati fatti entrare nella camera del motel prima degli altri inquirenti, così come riferito in sede di audizione in Commissione parlamentare antimafia. Ugualmente, sollevati dubbi anche dagli operatori del 118 a loro volta mai sentiti dalla magistratura nell’immediatezza del fatto.

Unisciti al nostro canale Whatsapp