I lavori sono programmati dal 21 settembre al 4 ottobre spiega in un comunicato il Comune di Gatteo

Che l’asfalto della provinciale SP33 avesse bisogno di una sistemata, a Gatteo, lo sapevano tutti. Quello che nessuno si aspettava è il prezzo da pagare in termini di tempo, pazienza e nervi. Il cantiere che interessa il tratto da Sant’Angelo di Gatteo fino al confine comunale, all’altezza del mobilificio Gardini, si è trasformato in un’odissea quotidiana per centinaia di automobilisti.

Una strada che non è una strada qualsiasi

Per capire l’entità del problema bisogna partire da cosa rappresenta quel tratto di provinciale. La SP33 è l’arteria che ogni mattina e ogni sera porta i lavoratori da Cesenatico verso Savignano e viceversa. Ma soprattutto è l’unico collegamento tra la via Emilia e l’ingresso del casello autostradale Rubicone dell’A14. Non esiste un’alternativa vera, non c’è una seconda porta d’accesso. Chi deve prendere l’autostrada passa di lì, punto.

Ed è proprio su questa strada che è stato istituito il senso unico alternato, anche nelle ore di punta. Il risultato era prevedibile: file lunghissime, auto ferme a motore acceso, gente in ritardo al lavoro e studenti in ritardo a scuola.

asfalto a Gatteo via Rauto La fuga nei campi e la trappola di via San Giovanni

Quando la coda non si muove, c’è sempre chi prova a inventarsi una scorciatoia. Molti automobilisti, soprattutto quelli con l’orologio che correva più veloce degli altri, hanno cercato di aggirare il blocco passando per le strade secondarie di campagna. Ed è lì che i problemi sono cominciati sul serio.

Imboccando via San Giovanni ci si ritrova su una strada stretta, strettissima, e nemmeno breve: circa tre chilometri tra carreggiate dove due auto faticano a incrociarsi e fossi profondi ai lati, pronti a inghiottire la ruota di chi sbaglia di un palmo la manovra. Una viabilità pensata per i mezzi agricoli e per il traffico dei residenti, non certo per sostenere il flusso deviato di una provinciale congestionata.

rotonda Sant'Angelo Il secondo cantiere sul cavalcavia dell’A14

Chi riusciva a superare la prova delle stradine di campagna rientrava sulla SP33 all’altezza di Gatteo convinto di avercela fatta. Illusione di breve durata. Poco più avanti, in corrispondenza del cavalcavia sull’A14, un secondo cantiere generava altre code, al punto che la rotonda di Sant’Angelo è rimasta a lungo completamente intasata, con le auto incastrate in tutte le direzioni.

Due cantieri sulla stessa direttrice, a breve distanza l’uno dall’altro, sull’unica via per l’autostrada: una combinazione che ha moltiplicato i disagi invece di contenerli.

cavalcavia sant'angeloLa domanda che resta: perché proprio nelle ore di punta?

Nessuno mette in discussione la necessità dei lavori. Una strada sicura e ben asfaltata è un interesse di tutti. Ma la domanda che in queste giornate si sono posti in molti, fermi in coda, è semplice: perché non programmare gli interventi con finestre orarie che tenessero conto dei picchi di traffico? Lavorare nelle fasce centrali della giornata, la sera o di notte, lasciando libera la carreggiata al mattino presto e nel tardo pomeriggio, avrebbe forse allungato i tempi del cantiere, ma avrebbe risparmiato a chi lavora, a chi studia e a chi deve raggiungere l’autostrada ore di attesa e manovre al limite tra i fossi.

Perché su quella strada, vale la pena ripeterlo, passa l’unico accesso al casello Rubicone. E quando si chiude a metà l’unica porta, sarebbe il caso di scegliere con attenzione a che ora farlo.

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