L’incontro tra le “Vele al Terzo” e l’Amerigo Vespucci: quando il mare unisce storie e generazioni
Ci sono momenti in cui il mare cessa di essere soltanto una distesa d’acqua e diventa un ponte tra epoche, memorie e passioni condivise. È quanto accaduto nelle acque ravennati, dove le imbarcazioni storiche dell’associazione “Vele al Terzo”, guidate dal presidente Manuel Guidotti, hanno scortato la nave scuola Amerigo Vespucci al momento del suo saluto al porto.
A suggellare l’incontro è stato uno scambio via radio sincero e toccante tra Manuel Guidotti e il comandante della Vespucci, il Capitano di Corvetta della Marina Militare Nicasio Falica.
Un saluto che parte dalle radici
Prendendo la parola per salutare l’equipaggio della nave ammiraglia della Marina Militare, Guidotti ha espresso a nome di tutti i marinai delle vele tradizionali l’orgoglio e la gratitudine per quell’affiancamento speciale:
«Le nostre sono vele antiche, nate dal lavoro e dalla fatica dei pescatori; vele che raccontano la storia delle nostre comunità marinare. Sono più piccole delle vostre, ma conoscono lo stesso vento e condividono lo stesso mare».
Ricordando la celebre definizione che accompagna il Vespucci in tutto il mondo — “la nave più bella del mondo” —, il presidente delle Vele al Terzo ne ha sottolineato il significato profondo:
«La bellezza del Vespucci non sta soltanto nelle sue vele, nel suo legno o nella sua eleganza: è nella storia che porta con sé, nei valori che rappresenta e nelle emozioni che sa suscitare. È la bellezza di un’Italia che sa custodire le proprie radici, guardare al futuro e parlare al mondo senza dimenticare da dove viene».
La risposta del Comandante: l’amore per il mare oltre le dimensioni
Dall’altro lato della radio, la risposta del Comandante Nicasio Falica ha restituito un’uguale misura di stima e rispetto reciproco:
«Vi ringrazio di cuore. Ammiro tantissimo quello che fate: ci unisce il mare, la passione per la vela e la tradizione. Continuate a trasmettere questo entusiasmo alle giovani generazioni».
Il comandante ha poi colto il senso autentico del messaggio lanciato dalle imbarcazioni romagnole:
«Avete colto nel segno: la bellezza non sta nell’ottone lucido o nella vela spiegata, ma nell’amore e nel rispetto per il mare, e nell’entusiasmo che le donne e gli uomini mettono sia a bordo della Vespucci, sia su qualsiasi barca che prenda il largo, di qualunque dimensione essa sia».
guarda il video
Un augurio di buon vento
Il dialogo si è concluso con uno scambio di auguri fraterno tra mari differenti ma uniti dalla stessa anima: dall’auspicio di «buon vento» rivolto a tutta la Marina Militare da parte della comunità di Cesenatico, all’augurio del comandante che le rispettive rotte possano ancora tornare a incrociarsi in futuro.






