«Possiamo chiamarlo progresso se ci allontana gli uni dagli altri?» RESET MY LIFE è il nuovo romanzo di Alvaro Collini, in uscita il 6 novembre 2026 per Leone Editore.
La genesi del libro
Una scena quotidiana, una domanda sul futuro e il bisogno di ritrovare ciò che conta davvero. Il decimo romanzo di Alvaro Collini affronta le contraddizioni della società contemporanea attraverso la storia di un uomo alla ricerca di una nuova identità, tra tecnologia, relazioni umane, natura e responsabilità sociale.
Tutto nasce da una scena osservata al ristorante: una coppia e un bambino seduti allo stesso tavolo, ma ciascuno concentrato sul proprio cellulare. Pochi sguardi, nessuna conversazione, nessuna reale condivisione. Un episodio apparentemente ordinario che suscita nell’autore una domanda: che cosa stiamo perdendo mentre il mondo corre sempre più veloce?
«Ho provato una tristezza immediata», racconta Collini. «Ma, insieme alla tristezza, ho sentito una preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni. Mi sono chiesto quale mondo stiamo costruendo e che cosa stiamo insegnando ai nostri figli sul valore dello stare insieme».
Il libro
Un libro che non condanna la tecnologia né un nostalgico ritorno al passato, ma un invito a interrogarsi sul significato del progresso quando velocità, efficienza e profitto rischiano di mettere in secondo piano le persone e l’ambiente.
Un uomo di successo alla ricerca di se stesso
Il protagonista, Al, è un affermato responsabile della comunicazione di un’importante azienda alimentare. La sua carriera sembra realizzata, ma la fine del matrimonio e un’insoddisfazione crescente lo spingono a riconsiderare le proprie scelte. Il successo professionale non gli basta più: sente il bisogno di ritrovare un’identità che non sia definita soltanto dal lavoro e dalle aspettative altrui.
Il viaggio in Lapponia segna una svolta. Lontano dai ritmi abituali, Al scopre un diverso rapporto con il tempo e con la natura, riscoprendo il valore della semplicità, della condivisione e del senso di comunità. Nuovi incontri e la nascita di un legame affettivo lo accompagnano in un percorso di trasformazione personale.
La Lapponia diventa così il luogo simbolico in cui si confrontano due modi di vivere e differenti idee di benessere, offrendo al protagonista l’occasione di interrogarsi non soltanto sulla propria esistenza, ma anche sulla società in cui vive.
Sempre connessi, ma sempre più lontani?
Attraverso la vicenda di Al, Collini affronta una delle contraddizioni del nostro tempo: essere costantemente raggiungibili non significa necessariamente essere presenti. Cellulari, notifiche e ricerca di approvazione attraverso i social occupano spazi crescenti nella quotidianità, mentre l’ascolto, il dialogo e la costruzione di relazioni profonde rischiano di passare in secondo piano.
Una questione particolarmente importante per le nuove generazioni, cresciute in un mondo sempre più digitale, ma che riguarda anche gli anziani, spesso penalizzati da una società nella quale la digitalizzazione può diventare una nuova forma di esclusione.
La riflessione si estende alla trasformazione delle comunità: i piccoli negozi che chiudono, i luoghi tradizionali d’incontro che scompaiono e le relazioni di vicinato che si indeboliscono. Non si tratta soltanto di cambiamenti economici, ma anche della perdita di occasioni di incontro, di storie condivise e di quel senso di appartenenza che contribuisce alla qualità della vita.
Il romanzo affronta inoltre il rapporto tra progresso, economia e ambiente.
Un modello di sviluppo orientato esclusivamente al profitto può compromettere le risorse naturali, impoverire i territori e incidere sulla dignità delle persone e delle comunità. La natura non è soltanto uno scenario, ma una presenza che invita a ripensare i ritmi della vita e il rapporto con il mondo che ci circonda.
Per Collini, la questione non è fermare il progresso, ma restituirgli una direzione umana: la tecnologia può offrire opportunità straordinarie, purché non sottragga spazio alle relazioni, alla responsabilità e alla consapevolezza delle conseguenze delle nostre scelte.
Resettare la propria vita per ritrovare ciò che conta
Il titolo RESET MY LIFE racchiude il significato del percorso del protagonista. Resettare non significa cancellare il passato o rinunciare alla modernità, ma fermarsi, rivedere le proprie priorità e chiedersi se la strada intrapresa corrisponda davvero alla vita che si desidera.
Il cambiamento individuale diventa così una riflessione collettiva sul modo in cui viviamo, comunichiamo, consumiamo e ci rapportiamo alla natura. Possiamo costruire una società più moderna senza sacrificare il valore delle relazioni umane? E quale futuro stiamo preparando se, nel tentativo di avere sempre di più, rischiamo di perdere ciò che conta davvero?
L’autore
Con RESET MY LIFE, Alvaro Collini propone un racconto di rinascita personale che si apre a interrogativi più ampi sul presente e sul futuro delle nuove generazioni. Un invito a recuperare il valore della presenza, dell’ascolto e della condivisione, ricordando che il progresso non si misura soltanto da ciò che siamo in grado di produrre, ma anche dalla qualità della vita che riusciamo a costruire insieme.
Alvaro Collini: dieci romanzi e un percorso attento alle persone.
Con RESET MY LIFE, Alvaro Collini raggiunge il traguardo del decimo romanzo, il settimo pubblicato con Leone Editore.
Il suo percorso letterario è iniziato con Vite tagliate, premiato a Firenze con il Fiorino d’Argento e successivamente a Prato. Tra le opere successive figurano Anche fare il nonno è un mestiere, dal quale un episodio è stato inserito in un testo scolastico in Francia, Con Stefania abita al piano di sopra, premiato a La Spezia, Homburg. L’ora dell’amore, Il clochard e Le voci nel silenzio, romanzo ambientato al Cesena War Cemetery, dove riposano 775 soldati del Commonwealth caduti durante la Seconda guerra mondiale.
Con il nuovo libro, Collini prosegue il suo percorso narrativo mettendo al centro le persone, le loro fragilità e le trasformazioni della società contemporanea.






