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Dopo Dante Arfelli, Ferruccio Benzoni, Gino Montesano, Leo Maltoni, Giorgio Ghezzi, Marino Moretti, Dario Fo e Marco Pantani, anche Tinin Mantegazza avrà una teca di prestigio nell’album dei “grandi” della città. Non era nato a Cesenatico Tinin, ma la sua vita ormai era qui, nella sua casa laboratorio sul porto canale di Cesenatico. Queste le sue frasi più belle, quelle che raccontano la sua straordinaria vita da artista.

“Fin da bambino facevo le caricature agli amici di famiglia, che di solito si offendevano”

“Da piccolo la guerra sembrava un gioco. Ci si chiudeva in cantina quando suonava l’allarme, rubavo una lampadina, ero un monello. Diverso è stato quando mi portavano a vedere i morti. Prima gli antifascisti uccisi, poi Mussolini e Petacci, le salme scaricate da un camion, con una folla immensa che premeva per assistere alla scena”

“Nel dopoguerra, quando aprirono locali come il Santa Tecla o l’ Aretusa dove si suonava jazz, andai a decorare le pareti con dei giovani pittori: Enrico Baj, Joe Colombo, Sergio d’ Angelo. Fondammo un gruppo, Pittura Nucleare, e in seguito diventammo amici di Fontana e Sassu”

“Negli anni ’50 lavoravo per La Notte di Nutrizio. Riempivo gli spazi vuoti con disegni”

“Il Cab 64? Era lo scantinato di un bar. Non avevamo una lira, bisognava farci il bagno e Bruno Lauzi anticipò il denaro per il gabinetto. Così potemmo aprire. Io, mia moglie Velia, Lauzi, Cochi e Renato, Gino Negri, grande compositore, in cooperativa. Si faceva cabaret tutte le sere”

“Gli anni ’60 erano magnifici, Milano ribolliva e nascevano nuovi astri, Gaber, Jannacci, che passavano anche da noi. Un clima splendido. Morto con l’inizio degli anni ‘ 70, poi con la Milano da bere”

“Biagi? Un personaggio straordinario. Mi ha fatto soffrire l’arroganza con cui è stato trattato. Un segnale preciso, un avvertimento anche per gli altri giornalisti. La tv di oggi è fatta per rimbambire la gente”

“Milano? Non avverto segnali di rinascita. Milano è stata fregata, c’è più vita in provincia”

“Sono nell’età in cui ho bisogno di vedere il mare. Non faccio mai bilanci, non ho tempo, devo inventare cose nuove. Inventavo, ho inventato, spero di continuare a inventare ancora”.

+++ LEGGI UNA SINTESI DELLA VITA DI TININ +++

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