A cura di Federica Gualdani

“Cesenatico XL” è un pacchetto di misure straordinarie che concede, alle strutture richiedenti, un’estensione dell’occupazione del suolo pubblico dove esercitare la propria attività (leggi qui). Si tratta di un supporto offerto dal Comune a favore, prevalentemente, delle molte imprese di somministrazione di cibo e bevande. L’ampliamento degli spazi permette di garantire la distanza interpersonale voluta dai nuovi protocolli Covid-19. Il piano, risultato vincente già nel 2020 con ben 78 concessioni, si presenta di nuovo. Per tutto il mese di maggio è in fase sperimentale.

Contrariamente a quanto si può immaginare, la faccenda appare controversa. Le opinioni sono discordanti e danno vita ad una sovrapposizione di pensieri:

Come procede l’attuazione del programma “Cesenatico XL”?

Osteria del Grillo: «Lo scorso anno si è rivelata un’ottima idea. Molto valida dal punto di vista lavorativo. Attualmente abbiamo 15 tavoli che ci permettono di avere circa 30 coperti. Il problema, se vogliamo, non riguarda il progetto “XL”, ma il meteo. Per ora ci è stato nemico. Questa è la prima sera in cui cominciano ad arrivare un po’ di prenotazioni. Un altro fattore da considerare è l’orario: prima, con il coprifuoco alle 22, gli abitanti dei comuni limitrofi non si muovevano. Speriamo nel bel tempo e nel caldo. Perché, senza quelli, la situazione diventerebbe davvero critica».

Le voci contrarie di alcuni proprietari suonano particolarmente stonate (e badano bene a mantenere l’anonimato):

«Possibile che vengano tolti i parcheggi ad un centro come quello di Cesenatico? “XL” doveva restituire metà dei  tavoli persi all’interno trasferendoli all’esterno. Invece, in questo modo, è un vero Far West. Poi, a dirla tutta, mettere a sedere qualcuno in un parcheggio in cui passano gente e animali è disgustoso».

«Credo sia meglio avere meno posti ma restare in sicurezza. Senza contare la necessità di  lasciare spazio a chi deve transitare. Nonostante questo, capiamo quanto si tratti di una manovra necessaria. E, allo stesso tempo, di un adattamento drastico»

 
 
 
 

Ritenete che si tratti di un progetto vantaggioso? Cosa rispondete a chi accusa la categoria dei ristoratori di appropriarsi di spazi non suoi?

Osteria da Beppe: «Al momento la pedana esterna costituisce un beneficio pur non avendo aumentato particolarmente le prenotazioni. Purtroppo le condizioni meteo non sono favorevoli. La stagione è partita lentamente ma quest’estate saremo davvero avvantaggiati. Così come l’anno scorso. Prima non avevamo uno spazio esterno. Adesso utilizziamo posteggi e, quando c’è la ZTL, ci è lasciato anche il marciapiede. Il Sindaco ci ha dato una grossa mano. Senza non sarebbe stato possibile lavorare. Chi dice che ci appropriamo di spazi che non ci appartengono, sbaglia. Se si mettesse nei nostri panni capirebbe le difficoltà di stare mesi senza lavoro ma con tutte le spese da fronteggiare ugualmente. Non mi sembra che occupiamo tutta Cesenatico. Anzi, penso che sia bello vedere la via con tavoli e persone».

Certamente. Nessuno vuole svalutare l’importanza dell’arricchimento visivo. Tantomeno se c’è un virus detta le leggi e un mondo costretto a seguirle. Ormai è la cifra stilistica degli ultimi due anni. La mossa che fa la differenza è trasformare una situazione di disagio in un privilegio per la collettività. E questo sembra proprio il caso di  “Cesenatico XL” .  Ma, ed è davvero un “ma” di taglia XL, i problemi non tardano a sorgere. Se da un canto queste misure assistono, ci si chiede: e chi ha difficoltà motorie? I tavoli di bar e ristoranti, allargandosi anche sui marciapiedi, restringono ed intralciano i passaggi. Ecco la testimonianza di chi, costretto a muoversi su una carrozzina, ha vissuto il problema sulla propria pelle:

«Davanti all’ “Osteria da Beppe” non si riesce a  circolare. Il marciapiede è occupato dai tavolini.  Lo scorso sabato ho telefonato ai vigili spiegando loro le mie problematiche. Mi sono sentito rispondere che dovevo passare in mezzo alla strada perché il locale aveva l’autorizzazione e stava seguendo le regole. Hanno poi aggiunto che non c’era problema. La strada era una zona a traffico limitato. Avrei potuto percorrerla tranquillamente senza correre alcun rischio. Ma che significa? Le macchine passano comunque! Credo che dare un permesso del genere sia una cosa assurda. E una persona come me cosa dovrebbe fare? Il Comune non fa granché per aiutare le persone disabili».

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