«Il Porto Canale è di tutti e la sua ricchezza va tutelata»
Dopo le polemiche seguite a un’ordinanza che ha coinvolto gli arredi su suolo pubblico di un locale affacciato sul porto canale, il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli e la vicesindaca Lorena Fantozzi intervengono per ricostruire i fatti e chiarire le ragioni del provvedimento.
Un regolamento nato dal confronto con Soprintendenza e categorie
Il porto canale, ricorda il sindaco Gozzoli, è un bene tutelato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali. Dopo l’entrata in vigore del PUG si è reso quindi necessario aggiornare il regolamento sugli arredi dei pubblici esercizi, dei ristoranti e delle attività commerciali e artigianali che si affacciano sul canale, fermo al 2009. La revisione, condivisa con la Soprintendenza di Ravenna, la Capitaneria di Porto di Cesenatico e le associazioni di categoria, è stata approvata dal consiglio comunale il 29 maggio 2024 con 10 voti favorevoli e l’astensione della minoranza.
Dodici mesi di tolleranza prima dei controlli
Per consentire alle attività di adeguarsi alle nuove norme, l’amministrazione ha previsto una finestra di dodici mesi. I primi controlli sono partiti solo a partire dall’estate 2025.
L’iter che ha portato all’ordinanza
L’ordinanza di rimozione degli arredi, spiega Gozzoli, è l’ultimo passaggio di un percorso lungo e articolato:
- primi verbali nell’estate 2025
- nuovo verbale a giugno 2026
- verbale di sopralluogo a luglio 2026, con avvio del procedimento amministrativo e dieci giorni di tempo concessi all’impresa per presentare memorie difensive, mai arrivate
Trascorsi quasi due mesi senza memorie difensive né proposte progettuali alternative, il Comune ha disposto la rimozione degli arredi non conformi al regolamento edilizio.
Non solo “bordature nere”: cosa prevedeva davvero l’ordinanza
Il sindaco tiene a precisare due punti, pur comprendendo l’enfasi del momento: il locale non è stato chiuso, e l’ordinanza non riguardava solo gli arredi con bordature nere, ma anche vasi di plastica, tavolini da salotto, un banco di scuola e tappeti persiani — elementi che, sottolinea Gozzoli, poco hanno a che fare con il contesto del porto canale e con una concessione destinata alla somministrazione di alimenti e bevande.
La vicesindaca Fantozzi: «Poche attività ancora non in regola»
A un anno dall’entrata in vigore effettiva del regolamento, spiega la vicesindaca Lorena Fantozzi, sono poche le attività con occupazione di suolo pubblico lato canale non ancora in regola, e per ciascuna è in corso un percorso specifico di regolarizzazione. Le norme consentono agli imprenditori con particolari esigenze di presentare un progetto da sottoporre alla valutazione paesaggistica della Soprintendenza.
Un quadro di regole già condiviso con gli enti competenti
Secondo Fantozzi il nuovo regolamento, paradossalmente, agevola le imprese: definisce colori e tipologie di arredo ammessi in un testo già approvato a monte da Soprintendenza ed enti preposti, semplificando la presentazione delle pratiche.
Il legame con la candidatura Unesco delle Vele al Terzo
La vicesindaca ricorda che il regolamento si inserisce nel percorso delle vele al terzo, già riconosciute patrimonio immateriale dal Ministero della Cultura e ora candidate anche all’Unesco. L’obiettivo è garantire un paesaggio uniforme a chi passeggia sul Porto Canale, lasciando la visuale il più libera possibile verso il Museo della Marineria galleggiante e le aste di Levante e Ponente.
«Il porto canale è di tutti»
Dare regole omogenee e riconosciute dal Ministero competente, conclude Fantozzi, non significa limitare la libera impresa ma garantire la miglior fruibilità e visibilità di spazi pubblici che restano tali anche in regime di concessione temporanea. Nelle occupazioni lato canale, che possono arrivare fino a 80 metri quadrati, non può regnare il “fai da te”: all’interno dei locali ognuno è libero di agire nel rispetto delle leggi, ma il porto canale — ribadisce la vicesindaca — è di tutti, ed è questo il principio che ha guidato e continua a guidare l’azione amministrativa.


