Pinarella, le immagini girate da una ragazza potrebbero aiutare a ricostruire i momenti iniziali del pestaggio

Potrebbero esserci nuovi elementi utili per ricostruire l’aggressione costata la vita a Nicola Musiani, il 53enne aggredito nella notte del 19 luglio a Pinarella di Cervia e deceduto tre giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena per le conseguenze delle gravi lesioni riportate.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna hanno acquisito un nuovo filmato, realizzato con uno smartphone da una ragazza che si trovava all’interno della propria auto nel piazzale di viale Tritone, dove si consumò l’aggressione.

Il video riprende l’inizio dell’aggressione

Le immagini riguarderebbero una fase iniziale del pestaggio, avvenuta intorno alle 4 del mattino, poco prima che Musiani tentasse di allontanarsi dirigendosi verso la rotonda di via Caduti per la Libertà.

Secondo quanto emerso finora dalle indagini, l’uomo sarebbe stato successivamente raggiunto e colpito con pugni, calci, pietre e bottiglie, mentre sarebbe stata utilizzata anche una bicicletta durante l’aggressione.

Il nuovo filmato potrebbe avere un peso significativo nell’inchiesta, soprattutto per verificare la presenza e il ruolo delle persone già finite sotto accusa in quella notte.

È il terzo filmato acquisito dagli investigatori

Quello appena acquisito è il terzo video entrato nella disponibilità degli investigatori.

Un primo filmato, registrato dalla dash cam di un camion, avrebbe già immortalato una parte iniziale dell’aggressione. Un’altra registrazione mostra invece i danni provocati a un camper parcheggiato nelle vicinanze di quello utilizzato da Musiani.

Proprio quel mezzo apparteneva a un 50enne residente nel cesenate, che quella notte si trovava insieme a Musiani. L’uomo è già stato ascoltato dagli investigatori e, secondo la ricostruzione, sarebbe riuscito a chiudersi all’interno del proprio camper mentre all’esterno proseguiva l’aggressione.

Il veicolo sarebbe stato successivamente danneggiato con sassi, calci e colpi inferti alla carrozzeria con un paletto.

Le dichiarazioni dei quattro giovani

Un ulteriore elemento dell’indagine riguarda le dichiarazioni rese da alcuni dei quattro giovani fermati, tutti tra i 19 e i 23 anni e provenienti dal Forlivese, durante l’udienza di convalida davanti al gip del Tribunale di Forlì.

Nelle loro versioni sarebbe comparso anche il 50enne che si trovava con Musiani. Secondo quanto riferito in quella sede, l’uomo avrebbe avuto con sé un oggetto riconducibile a un bastone o a un manganello telescopico.

È stato inoltre riferito che anche Musiani avrebbe avuto un coltello. Un particolare che gli investigatori stanno cercando di verificare, anche perché sulla scena non sarebbe stata trovata alcuna arma da taglio.

Resta quindi da chiarire sia per quale motivo il 53enne avesse eventualmente con sé il coltello, sia che fine abbia fatto l’oggetto dopo i fatti.

Gli investigatori cercano altri elementi

Le indagini dei carabinieri proseguono attraverso l’ascolto di altre persone che potrebbero aver assistito, anche solo parzialmente, a quanto accaduto quella notte.

Gli investigatori stanno inoltre esaminando il materiale sequestrato ai quattro giovani, compresi i telefoni cellulari e alcuni capi di abbigliamento che potrebbero essere compatibili con quelli indossati durante l’aggressione.

Non viene quindi esclusa la possibilità che dall’analisi dei dispositivi e dalle nuove testimonianze possano emergere ulteriori dettagli o altri filmati.

L’accusa è di omicidio in concorso

Alla luce degli elementi raccolti finora, il pubblico ministero Angela Scorza ha contestato ai quattro giovani l’ipotesi di omicidio in concorso aggravato dai futili motivi.

Gli atti dell’inchiesta sono ora passati alla competenza della magistratura ravennate. La posizione dei quattro indagati sarà quindi esaminata dal gip Andrea Galanti.

Nel frattempo, i quattro giovani rimangono in custodia cautelare in carcere.

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