Mettiamo radici per il futuro
Querce, aceri, carpini, frassini, cornioli, noccioli e ligustri: sono alcune delle oltre 60 specie di piante forestali, arboree e arbustive, in gran parte autoctone dell’Emilia-Romagna, che da domani, 1^ ottobre saranno nuovamente distribuite gratuitamente a cittadine e cittadini, scuole, associazioni ed enti pubblici.
È “Mettiamo radici per il futuro”, il programma della Regione finalizzato ad accrescere il patrimonio verde regionale, tutelare la biodiversità e coinvolgere direttamente le comunità nelle azioni di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici. Un impegno che guarda anche alle nuove generazioni: attraverso i vivai forestali pubblici, il progetto dà infatti attuazione a “Un albero per ogni neonato”, mettendo gratuitamente a disposizione dei Comuni le piantine destinate alle nuove nascite e alle adozioni.
Attivo dal 2020, il progetto continua a crescere nei numeri e nella partecipazione: a partire dalla prima edizione sono state distribuite oltre 3,3 milioni di piante forestali, di cui 223.395 soltanto tra il 1^ gennaio e il 15 aprile 2026. A queste si aggiungono altri 118.081 nuovi alberi piantati grazie ai bandi di forestazione urbana promossi dalla Regione e rivolti a Comuni e imprese.
Un albero per ogni neonato
Il programma contribuisce all’attuazione della Legge 113 del 1992, “Un albero per ogni neonato”, recepita dalla normativa regionale. I Comuni potranno richiedere gratuitamente le piantine destinate alle nascite e alle adozioni registrate nel 2025 e nel 2026, con domande da presentare tra il 1^ gennaio e il 31 marzo 2027 ai vivai competenti per territorio.
Il progetto nel dettaglio
Le specie messe a disposizione sono state individuate tra quelle maggiormente adatte ai diversi contesti ambientali dell’Emilia-Romagna, per favorire interventi capaci di produrre benefici duraturi sotto il profilo ecologico e paesaggistico. La disponibilità varierà in base alle richieste e alle piante presenti nei singoli vivai.
La distribuzione avverrà attraverso due canali: la rete dei vivai privati accreditati e i vivai forestali pubblici regionali. Nei vivai privati la campagna sarà attiva dal 1^ ottobre 2026 al 15 aprile 2027. Le piantine potranno essere prenotate e ritirate gratuitamente e dovranno essere messe a dimora sul territorio dell’Emilia-Romagna.
Sono quattro, invece, i vivai forestali pubblici regionali coinvolti nell’edizione 2026-2027: Castellaro di Galeata (Fc), Scodogna di Collecchio (Pr), Zerina di Imola (Bo) e, per la prima volta, il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio (Ra). Le strutture metteranno a disposizione una sessantina di specie arboree e arbustive tipiche dei diversi ambienti regionali, tra cui querce, aceri, carpini, frassini, cornioli, noccioli e ligustri. Per i vivai pubblici sono previsti calendari differenziati: le richieste potranno essere presentate dal 1^ ottobre 2026 al 30 aprile 2027 per il vivaio Castellaro di Galeata e dal 1^ novembre 2026 al 31 marzo 2027 per Scodogna, Zerina e Giardino delle Erbe.
Come partecipare
Le modalità di partecipazione variano in base al canale scelto, tra vivai forestali pubblici regionali e vivai privati accreditati. Le piantine dovranno in ogni caso essere messe a dimora sul territorio dell’Emilia-Romagna. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del progetto “Mettiamo radici per il futuro” e nella sezione dedicata ai vivai forestali pubblici, dove è possibile consultare l’elenco dei vivai e delle specie disponibili, verificare requisiti e periodi per la presentazione delle richieste, scaricare la documentazione necessaria per la prenotazione e consultare le indicazioni per la corretta messa a dimora.
Il commento dell’assessora Gessica Allegni
“Ogni pianta che viene messa a dimora è un investimento sul futuro dell’Emilia-Romagna- sottolinea l’assessora regionale ai Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. Dietro un gesto semplice c’è una scelta precisa: aumentare la presenza di alberi e arbusti, tutelare la biodiversità e contribuire a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma c’è anche l’idea che la cura del territorio sia una responsabilità condivisa, alla quale possono concorrere istituzioni, cittadine e cittadini, associazioni e scuole. Ed è proprio il coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi uno degli aspetti a cui teniamo di più, perché mettere a dimora una pianta significa anche imparare a prendersene cura e comprendere il valore del patrimonio naturale che abbiamo ricevuto. In questa direzione va anche il percorso di rilancio della vivaistica forestale pubblica che stiamo portando avanti come Regione: investire su queste strutture significa rafforzare la produzione di specie autoctone, tutelare le nostre risorse genetiche forestali e avere strumenti sempre più solidi per sostenere gli interventi di forestazione e rinaturalizzazione sul territorio”.






