Pesca colpita dal nemico pubblico numero uno dell’estate
Anche la pesca delle lumachine è in una crisi endemica. Non è a causa del caro carburante o di economia del mercato ma, secondo gli esperti del settore, la causa va ricercata in un fattore ambientale. Non c’è un biologo che lo abbia messo nero su bianco, ma per i pescatori di lungo corso non c’è dubbio: è mucillagine.
Evocare il suo nome fa tremare le categorie turistiche. “È una sostanza gelatinosa, un aggregato di microalghe cresciute di numero a dismisura che si è depositata sul fondo anche per 30 centimetri”. A parlare è un pescatore di Cesenatico che, da almeno 20 anni, è attivo in mare.

“Crisi iniziata tre anni fa”
La situazione descritta si protrae per i mesi estivi da almeno tre anni. “Un tempo – continua – pescavamo otto mesi l’anno ora solo a primavera con tutte le incognite del maltempo”.
Difficile individuare cause certe, ma le tesi più accreditate sono quelle legate all’alta temperatura dell’acqua di mare anche a 6miglia dalla costa dove calano le reti. A ciò si aggiunge la presenza della foce del Po che riversa in Adriatico quanto raccoglie dalle campagne della Regione e che le correnti portano in zona.
“Al momento siamo fermi nell’attesa che il mare si ripopoli”
La crisi di questo tipo di pesca non investe “solo” le 15 imbarcazioni di Cesenatico, ma circa 100 da Ravenna a Cattolica. “Il problema è duplice. Non solo non c’è prodotto da pescare, ma notiamo che non c’è neanche il novellame. Al momento siamo fermi nell’attesa che il mare si ripopoli”.
Le immagini sono d’archivio







