Mille chilometri di «mangia e bevi»: il giro della Sardegna in bicicletta di Alessandro e Carlotta
C’è chi le ferie le passa sotto l’ombrellone e chi le misura in chilometri e metri di dislivello. Alessandro Casalboni, 30 anni, di Cesena, e Carlotta Urbini, 39, di Gambettola, appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Coppia nella vita e nello sport da oltre dieci anni, tra amici e conoscenti sono ormai «quei pazzi» che d’estate, invece di riposarsi, caricano le borse sulla bici e partono. Quest’anno hanno alzato l’asticella: il periplo completo della Sardegna, in totale autosufficienza, con poco più di 1.000 chilometri e oltre 11.000 metri di dislivello positivo da coprire in appena otto giorni.
Dalla Francigena a Leuca, poi l’isola
La Sardegna è solo l’ultimo capitolo di una storia che si allunga anno dopo anno. Nel 2023 la coppia ha percorso la Via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma, oltre mille chilometri. Nel 2024 è stata la volta del Cammino di Santiago, circa 900 chilometri, e nel 2025 di un viaggio tutto italiano: da Cesena a Santa Maria di Leuca, 1.090 chilometri lungo lo Stivale.
Per il 2026 la scelta è caduta su un’isola, ma con una regola precisa: portarsi dietro tutto. Bagagli, borse, tenda, fornellino e perfino la moka per il caffè. Il 18 settembre i due sono partiti da Livorno con le biciclette imbarcate sul traghetto, dove hanno passato la notte a terra, tra sacchi a pelo e materassini. «Non proprio il massimo del comfort – raccontano – ma parte integrante dell’avventura». La mattina del 19 erano già in sella per la prima tappa.
Una strada diversa da come la immaginavano
Sulla carta il piano sembrava quasi lineare. La realtà dell’asfalto sardo si è rivelata un’altra cosa. Niente lunghe salite alpine, quelle a cui sono abituati i ciclisti «del continente», ma il classico «mangia e bevi»: un saliscendi continuo che spezza le gambe e non concede ritmo. Per chiudere il giro, poi, bisogna spesso abbandonare la costa e tagliare verso l’interno, perché una vera litoranea continua non esiste. Così si alternano scorci sul mare a tratti isolati, dove si pedala per ore senza incontrare nessuno.
«Anche se la più grande è la Sicilia, la Sardegna a noi è sembrata davvero infinita»

Tenda, B&B e la notte a Genna Silana
Per rispettare la tabella di marcia, circa 125 chilometri al giorno, Alessandro e Carlotta hanno alternato i campeggi lungo il tracciato ai B&B nelle città più grandi, come Cagliari e Oristano, dove le aree per la tenda scarseggiano. Tra le soste più suggestive c’è quella al Passo di Genna Silana, dove hanno montato la tenda nel campeggio più alto della Sardegna.
A tavola nessuna rinuncia: cene nei ristoranti tipici sardi si sono alternate a serate davanti al fornellino da campo, con piatti di pasta abbondanti per fare il pieno di carboidrati. E ogni mattina, immancabile, il rito del caffè preparato con la moka portatile.
La forza di essere in due
In una sfida del genere i momenti di crisi arrivano per tutti, anche per chi è abituato alla fatica. «Stando insieme da così tanto tempo e facendo sport di resistenza, siamo abituati a soffrire e a stringere i denti – spiegano – La forza del nostro rapporto sta nel fatto che la debolezza di uno diventa la forza dell’altro».
A fare la differenza è stata anche l’accoglienza. Ogni volta che servivano acqua o indicazioni, lungo la strada hanno trovato «persone d’oro», e nei B&B le biciclette sono sempre state messe al sicuro, con i proprietari pronti ad accoglierli a braccia aperte.
Un’isola vera, lontana dalle cartoline
Il bilancio, a viaggio concluso, è quello di chi ha visto la Sardegna da una prospettiva che il turista tradizionale raramente conosce. «Questo viaggio non ci ha cambiato la vita – dicono – ma ci ha fatto scoprire un’isola vera, cruda, nuda, secca e spoglia nell’entroterra, ma amata immensamente dalla sua gente».
Nella memoria restano le spiagge viste dall’alto, mentre scendevano a tutta velocità lungo le coste frastagliate, e il fascino selvaggio dell’interno. E una promessa: tornarci. «La prossima volta, però, con più calma e da veri turisti».







