Un percorso regolamentato per i pazienti con patologie irreversibili
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale che disciplina le procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, applicando i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
Il provvedimento riguarda i pazienti affetti da patologie irreversibili e sottoposti a sofferenze ritenute intollerabili e definisce un percorso preciso per la valutazione delle richieste, con l’obiettivo di evitare ritardi non giustificati e di garantire tempi compatibili con le condizioni cliniche della persona.
La proposta è stata presentata da Paolo Trande (Avs) e sostenuta dalla maggioranza di centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle. Il centrodestra ha invece votato contro il provvedimento, contestando quella che è stata definita una scelta anticipatoria rispetto al quadro nazionale e chiedendo un rafforzamento delle cure palliative.
Una commissione multidisciplinare valuterà ogni richiesta
La legge prevede che ogni singolo caso venga esaminato da una Commissione di valutazione multidisciplinare (CoVam), istituita a livello territoriale.
Al suo interno saranno presenti diverse professionalità, tra cui medici specialisti, esperti di cure palliative, psicologi e giuristi. La valutazione sarà inoltre affiancata dal parere del Comitato Etico Regionale.
Tra gli elementi che dovranno essere verificati ci sono la capacità del paziente di esprimere una scelta libera e consapevole, la presenza di trattamenti di sostegno vitale e la conoscenza delle possibili alternative terapeutiche.
Procedure affidate a personale sanitario volontario
L’applicazione concreta della procedura sarà affidata esclusivamente a professionisti sanitari che scelgano volontariamente di partecipare.
La legge prevede inoltre un monitoraggio annuale da parte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, chiamata a verificare l’attuazione del provvedimento e l’andamento delle procedure sul territorio regionale.

