Autovelox di via Cervese a Pioppa di Cesena, l’assessore Ferrini: “Dispositivo pienamente regolare”
Il Consiglio comunale di Cesena ha ospitato oggi pomeriggio un acceso confronto sulla legittimità dell’autovelox installato in via Cervese, al centro di due interpellanze presentate rispettivamente da Cesena Siamo Noi e da Fratelli d’Italia. A rispondere è stato l’assessore alla Sicurezza e Legalità Luca Ferrini, che ha ribadito la piena regolarità del dispositivo anche alla luce della recente sentenza del Giudice di Pace di Forlì.
Le ragioni dell’installazione e i numeri della sicurezza stradale
Ferrini ha ricostruito l’origine dell’intervento, nato da un’analisi della pericolosità del tratto avviata già nell’agosto 2022 su sollecitazione dei residenti e del Quartiere Cervese Nord. Via Cervese, ha ricordato l’assessore, è una delle arterie più trafficate della città e ricade in un quartiere che nel decennio precedente ha registrato il maggior numero di vittime della strada, con un picco di sette decessi in un solo anno.
Nei primi sei mesi di funzionamento dell’impianto sono state accertate 5.281 violazioni, di cui 340 veicoli oltre i 40 km/h di limite e 18 oltre i 60 km/h: dati che, secondo l’assessore, confermano la gravità del fenomeno e giustificano la scelta dell’Amministrazione.
Omologazione e approvazione: il nodo giuridico sciolto dal decreto ministeriale
Al centro del dibattito anche la distinzione tra “approvazione” e “omologazione” degli autovelox, questione sorta a livello nazionale negli ultimi anni. Per oltre trent’anni i dispositivi erano stati approvati secondo una procedura ministeriale ritenuta valida da tutte le amministrazioni italiane; solo dal 2024 alcune pronunce della Cassazione hanno introdotto una distinzione formale tra i due concetti, generando orientamenti giurisprudenziali non uniformi.
A sciogliere il nodo è intervenuto il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrato in vigore il 12 luglio scorso, che disciplina le procedure di omologazione e chiarisce che il dispositivo di via Cervese deve essere considerato, a tutti gli effetti di legge, omologato. L’apparecchio, ha precisato Ferrini, è conforme al prototipo ministeriale, regolarmente collaudato e tarato, e figura tra i primi inseriti nel censimento nazionale dei dispositivi.
La sentenza di Forlì: effetti limitati al singolo verbale
Sulla pronuncia del Giudice di Pace di Forlì, l’assessore ha precisato che riguarda un singolo verbale relativo a una violazione avvenuta durante la fase di incertezza interpretativa. Si tratta di una decisione di primo grado, efficace solo tra le parti del giudizio, che non comporta l’annullamento automatico degli altri verbali, né rimborsi generalizzati, né sospensioni delle sanzioni. Ferrini ha annunciato l’intenzione di impugnare anche questa sentenza, come già fatto in passato per le decisioni sfavorevoli fondate sulla medesima distinzione interpretativa.
Nessun rischio per il bilancio comunale
Respinte anche le preoccupazioni relative a possibili effetti sul bilancio comunale. Ferrini ha ricordato che i proventi delle sanzioni non sono liberamente disponibili: una quota è destinata alla Provincia, mentre le somme di competenza del Comune sono vincolate a sicurezza stradale, manutenzione, segnaletica, controlli e prevenzione. Le previsioni di bilancio, ha aggiunto, si basano sugli incassi effettivi e su accantonamenti prudenziali: a oggi non esiste alcun “buco di bilancio” collegato alla vicenda.
Le considerazioni politiche dell’assessore
Ferrini ha chiuso l’intervento con una riflessione più politica sul ruolo del sindacato ispettivo, definito “uno strumento per sondare gli intendimenti dell’Amministrazione” e non “un accesso agli atti” per evitare di consultare documenti già pubblici. Un passaggio è stato rivolto in particolare al consigliere e poliziotto Ivan Piraccini, invitato a esprimere una posizione più concreta sul contrasto alle velocità pericolose oltre alle domande sul dispositivo.
L’assessore ha infine rimarcato come il decreto ministeriale abbia definitivamente chiarito la questione, indicando l’articolo 6 del D.M. 8 giugno 2026 e l’Allegato B, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’11 luglio 2026, come riferimenti normativi risolutivi.

