La gelateria “Il gelato” in Viale Carducci 13, compie 30 anni di attività, ma come tutte le storie comincia ancora prima, quando è un’idea, un sogno, un’ambizione…

Ci siamo fatti raccontare la storia dallo stesso proprietario, Fabio Casto.

L’inizio dell’inizio…

Da dove è nata l’idea della gelateria?

«Correva l’anno 1996. Maggio, per l’esattezza. Il congedo militare era talmente vicino da poterlo toccare, ed ero già alla ricerca di un lavoro stagionale che mi traghettasse all’autunno dove avrei certamente capito cosa fare da grande. Un amico mi dice che, insieme a due soci, stava per aprire una gelateria in viale Carducci e che stavano cercando un gelatiere. Tra i tanti lavori estivi fatti a partire dai 13 anni c’era proprio quello di apprendista gelatiere; così ho colto la palla al balzo. Affiancato da un vero Maestro Gelatiere vecchia scuola, è cominciata la mia avventura, e dopo quattro anni la voglia di indipendenza mi ha spinto a rilevarla, dando inizio alla parte più seria della faccenda: perché un conto era essere dipendente, un conto era mettersi in gioco, avere diversi mutui ipotecari sul groppone e acquisire tutte le competenze necessarie a essere titolari. Un gioco che non conosce fine ma richiede una costante e metodica disciplina.»

Questione di gusti…cosa preferiscono i clienti?

«C’è più di un gusto, difficile scegliere. Il vero motore è la curiosità e la voglia di sperimentare, (anche) per non annoiarsi. E per fare questo occorre aggiornarsi, studiare, imparare soprattutto dagli errori che fanno parte del percorso. Bisogna capire le nuove tendenze, anticiparle e/o cavalcarle, è inevitabile, senza mai perdere di vista i valori sui quali si fonda la propria etica professionale; nel mio caso mi riferisco alla qualità delle materie prime, alle tecniche di lavorazione, a tutto ciò che ti rende un artigiano gelatiere e ti distingue dall’ improvvisazione di chi cerca scorciatoie industriali… E poi sono goloso, per cui il gelato deve piacere innanzitutto a me, che sono pignolo.

Il pesto di pistacchio, lo yogurt passion, i sorbetti con frutta di stagione dei contadini della zona (albicocca, pesca, fichi eccetera), il cremino cioccolato pistacchio, il bacio vegano, la crema antica (quando la faccio), la ricotta fresca con fichi caramellati (quando lo faccio), il Kinder Bueno White

Stagione 2026: come sta andando?

«Stagione ottima, già a partire dalle domeniche di febbraio. Si è capito subito che, imprevisti permettendo, sarebbe stata una buona stagione (sono chiuso solo dicembre e gennaio). Quindi tutto sommato, a oggi, posso dirmi soddisfatto.»

E il futuro..?

«Continuare a proporre gusti nuovi, a cercare stimoli che mi facciano sorridere; e cercare un fragile e fuggente equilibrio tra lavoro, responsabilità e dedizione da un lato, e qualità della vita e gioia dall’altro. Facile a dirsi…»

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