Cesena FC, arriva “Connect Me Too”: l’audiodescrizione per tifosi ciechi e ipovedenti debutta con la Cremonese
Il Cesena FC fa un passo avanti sul terreno dell’inclusione e lo fa proprio dentro l’Orogel Stadium-Dino Manuzzi. Il club bianconero ha scelto di dotarsi di “Connect Me Too”, un sistema di audiodescrizione pensato per permettere alle persone cieche e ipovedenti di seguire la partita dal vivo, con la stessa intensità emotiva di chi può vedere il campo.
Il debutto sabato 12 settembre contro la Cremonese
La prima uscita del servizio è fissata per Cesena-Cremonese, in programma sabato 12 settembre alle 19.30. Sarà la sfida che inaugura questa nuova modalità di fruizione dello stadio, rendendo la Serie BKT un torneo un po’ più accessibile per i tifosi con disabilità visiva.
Come funziona “Connect Me Too”
Un racconto iper-dettagliato della partita
A differenza di una radiocronaca tradizionale, che si concentra su risultato e azioni salienti, “Connect Me Too” punta a restituire l’esperienza completa dello stadio. L’audiodescrittore racconta gli spostamenti dei giocatori sul campo, i gesti, le espressioni facciali, i colori delle maglie, le reazioni in panchina, l’atmosfera sugli spalti e le coreografie del pubblico: un flusso continuo di dettagli visivi che normalmente restano fuori dal racconto sportivo, ma che compongono l’esperienza di chi è presente allo stadio.
App gratuita e rete 4G/5G senza ritardi
Il sistema, sviluppato da CMT Translations, è pensato per funzionare senza intoppi anche in tempo reale: si appoggia alla rete mobile 4G/5G evitando ritardi tra l’azione in campo e la descrizione. Per usarlo, i tifosi con disabilità visiva devono scaricare l’app gratuita “Connect Me Too” sul proprio smartphone, procurarsi un paio di auricolari o cuffie e utilizzare il codice univoco fornito dal club.
Le dichiarazioni del Cesena FC e di CMT Translations
Corrado Di Taranto, direttore generale del Cesena FC, ha parlato di una scelta che va oltre il singolo servizio: un modo per rendere lo stadio sempre più aperto all’intera comunità bianconera, tifosi ipovedenti compresi.
Sulla stessa linea Tony D’Angelo, responsabile esecutivo del progetto “Connect Me Too” per CMT Translations, che ha sottolineato l’obiettivo di costruire uno stadio senza barriere, in cui la passione calcistica possa essere vissuta davvero da tutti.
CMT Translations, un ponte tra culture e disabilità
Dietro “Connect Me Too” c’è CMT Translations, realtà con sede a Milano ma con relazioni e personale in tutto il mondo, nata nel campo delle traduzioni, delle trascrizioni e dell’interpretariato. Negli ultimi anni l’azienda si è ritagliata un ruolo di rilievo anche nel noleggio di impianti tecnologici per l’inclusione della disabilità visiva, occupandosi sia dell’aspetto tecnologico che di quello logistico.
Il servizio non è una novità assoluta nel panorama sportivo italiano: da diversi anni “Connect Me Too” viene impiegato in Serie A, Serie B e con le nazionali di calcio, basket e rugby, oltre che nelle discipline invernali come pattinaggio, hockey, sci e snowboard. L’app trova impiego anche fuori dallo sport, ad esempio nei teatri, confermando una vocazione più ampia verso l’accessibilità culturale.







