Il Coordinamento provinciale del volontariato di protezione civile di Forlì-Cesena
Nato il 18 gennaio 1996 con la costituzione di una consociazione senza fini di lucro dal nome “Volontariato di Protezione civile”, il nucleo originario del Coordinamento contava 35 associazioni e aveva sede a Forlì, in via del Salinatore.
Nel 2007 il Coordinamento si è trasferito nella sede di via Cadore 75, sempre a Forlì, nel Centro unificato di Protezione civile (Cup), struttura di proprietà della Provincia di Forlì-Cesena. Il Coordinamento è divenuto nel tempo struttura di riferimento all’interno del sistema territoriale e regionale di Protezione civile, in sinergia con le amministrazioni locali – dalla Regione, alla Provincia di Forlì-Cesena, ai Comuni locali -, e in stretto raccordo con la Prefettura e le strutture operative del territorio, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Consorzi di Bonifica, Capitaneria di Porto. Nel corso di trent’anni il sistema del volontariato provinciale si è progressivamente evoluto e riorganizzato sulla base dell’esperienza maturata, specializzandosi in diversi ambiti di intervento in funzione delle specifiche competenze richieste dalle emergenze, nel quadro complessivo di crescita del sistema di protezione civile. Il Coordinamento ha partecipato a gemellaggi e attività di collaborazione interregionale nell’ambito della Colonna mobile della Regione Emilia-Romagna.
Accanto alle attività di soccorso e assistenza in emergenza, la struttura ha promosso negli anni numerose iniziative rivolte alla cittadinanza per diffondere la cultura della Protezione civile e la mitigazione del rischio. Costante è stato l’impegno dedicato alla formazione delle volontarie e dei volontari attraverso esercitazioni, corsi e addestramenti, finalizzati a migliorare costantemente la capacità operativa delle organizzazioni aderenti.
Una presenza capillare e specializzata
Trentotto associazioni affiliate, di cui venti appartenenti al comprensorio forlivese e diciotto a quello cesenate, per un totale di quasi 2mila volontarie e volontari (1.800 quelli operativi sul campo). A testimonianza di una presenza capillare sull’intero territorio provinciale e di una realtà altamente specializzata sui fronti delle diverse esigenze emergenziali: antincendio boschivo, rischio idraulico-idrogeologico, ricerca persone disperse, supporto in mare e sulla costa, telecomunicazioni.
È la fotografia a oggi del Coordinamento provinciale del volontariato di Protezione civile di Forlì-Cesena che nel 2026 ha compiuto i suoi primi trent’anni di attività: un traguardo celebrato questa mattina a Forlì, alla presenza della sottosegretaria alla presidenza della Regione con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, del direttore dell’Agenzia regionale Sicurezza territoriale e Protezione civile, Massimo Camprini, del vipresidente della Provincia di Forlì-Cesena, Roberto Cavallucci, del sindaco del Comune di Forlì, Gian Luca Zattini, e di Massimiliano Corzani, presidente del Coordinamento.
I trent’anni di attività
La mattinata è stata l’occasione per ripercorrere, attraverso immagini e testimonianze, i trent’anni di intensa attività della struttura provinciale, condividere esperienze e ricordare i momenti più significativi, rendendo omaggio all’impegno e alla professionalità delle volontarie e dei volontari. La cerimonia si è conclusa con la consegna di riconoscimenti ai soci fondatori e ai presidenti delle organizzazioni di volontariato della realtà romagnola.
“Il volontariato di protezione civile è una delle energie più preziose della nostra comunità- ha sottolineato Rontini-. Lo abbiamo visto ogni volta che il nostro territorio è stato messo duramente alla prova nelle ultime ondate di maltempo: accanto alle istituzioni e ai professionisti della sicurezza ci sono donne e uomini che scelgono di mettere a disposizione tempo, competenze, passione e, soprattutto, la propria generosità verso gli altri. Ma la loro è una presenza che non si limita all’emergenza: i volontari sono protagonisti della prevenzione, della formazione, dell’informazione ai cittadini e della diffusione di una vera cultura della sicurezza e della consapevolezza dei rischi. Per questo rappresentano un patrimonio fondamentale per l’intero sistema regionale di Protezione civile su cui continuiamo ad investire”.






