Fine del fermo pesca a Cesenatico: i pescherecci tornano in mare tra rincari e protesta

Ultime ore prima del ritorno in mare della flotta di pescherecci dello strascico di Cesenatico. Dopo 45 giorni di fermo pesca, comandanti e marinai si lasceranno alle spalle il porto canale a partire dalla mezzanotte che separa domenica e lunedì. Tornare a solcare le onde è fondamentale per pescatori e per l’economia cittadina ma le nubi che ci sono all’orizzonte non sono solo quelle del meteo.

Pescherecci strascicoIl governo ha tradito le promesse

«Delle promesse fatte dal governo – ha detto Nevio Torresi comandante di lungo corso, oggi in pensione – non si è visto nulla. Mi riferisco al credito di imposta del 20% post inizio crisi di Hormuz, inoltre non si è visto nulla dei rimborsi del fermo pesca del 2025. Questi darebbero respiro».
La testimonianza di Torresi continua sottolineando che se il settore a Cesenatico sta reggendo è anche grazie al costo del carburante che a Cesenatico è inferiore rispetto le altre Marinerie. Si attesta a 1,14 euro al litro a differenza degli 1,35. E questo grazie alla Coop. Casa del Pecatore che gestisce l’approvvigionamento. Ogni giorno infatti un peschereccio consuma in media anche 700 litri di gasolio a cui si aggiunge il costo del personale e del ghiaccio.

pescaCesenatico, esempio virtuoso

«Il mare ha sempre dato – aggiunge Nevio – e ora vedremo cosa ci sarà nelle reti. Si spera di pescare le triglie che, ad ora, sono richieste in Spagna, ma a fine settimana si tirerà una riga per capire future mosse e strategie perché si viva a giornata. Ad Ancona hanno già diminuito le ore di pesca da 72 a 50. Meno pesce al mercato significa che il suo valore è maggiore, ma non mancano le domande. Quanto costerà al consumatore portarlo nella propria cucina o gustarlo al ristorante?»

pesca strascico

Stato di agitazione

Venerdì scorso, l’11 settembre, si è tenuto ad Ancona un primo incontro degli stati generali della pesca che toccherà anche Cesenatico. Erano presenti molte Marinerie tra cui quelle di Chioggia, Cesenatico, Pesaro, Fano, Ancona, San Benedetto, Pescara, Termoli, Manfredonia. E in quell’occasione, oltre a condividere una situazione di precarietà diffusa, è emersa la proposta di estendere la copertura del credito d’imposta a tutto il 2026. È stato stabilito inoltre di proclamare lo stato d’agitazione a partire dal 22 ottobre.

«Ma ci dobbiamo arrivare a quella data – ha detto Nevio – visto che l’inverno sta arrivando e dobbiamo fare i conti giorno per giorno».

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Alessandro Mazza

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