Scuola, l’anno scolastico si apre tra la propaganda del Ministero: a farne le spese sono lavoratori e studenti
L’anno scolastico 2026/2027 è iniziato, ma dietro gli annunci trionfalistici del Ministro Valditara la FLC CGIL Forlì-Cesena vede una realtà molto diversa da quella raccontata. Il sindacato non ci sta a lasciar passare quella che definisce una narrazione ministeriale distante dai problemi reali che attraversano le scuole italiane, e quelle del territorio in particolare.
I numeri del precariato che il Ministero non racconta
A livello nazionale, secondo la FLC CGIL, i dati smentiscono la versione ufficiale. Il Ministro parla di 155mila contratti, ma il sindacato mette sul tavolo una cifra ben diversa: lo scorso anno scolastico si è chiuso con 302mila precari, quasi due su tre impiegati sul sostegno. Sono lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi il funzionamento quotidiano delle scuole, condannati però a un’incertezza contrattuale che il sindacato chiede di sanare con un piano di assunzioni stabili.
A quella cifra, denuncia la FLC CGIL, andrebbero aggiunti 60mila precari del personale ATA, la componente senza la quale, di fatto, le scuole non potrebbero nemmeno aprire i cancelli la mattina. Un numero che, con le operazioni di nomina ancora in corso, è destinato a salire: a fine anno scolastico le supplenze complessive avevano superato le 300mila.
Sul personale ATA è intervenuta anche la Corte di giustizia europea, che ha condannato l’abuso del precariato nel comparto. Un pronunciamento su cui, secondo il sindacato, il Ministero mantiene il silenzio, rispondendo con 11mila assunzioni a fronte di oltre 33mila posti liberi.
Aule calde e riforma tecnica: le altre criticità aperte
Anche sul fronte delle infrastrutture il quadro descritto dalla FLC CGIL non lascia spazio all’ottimismo. Di fronte a temperature nelle aule spesso insostenibili, le risorse promesse per il raffrescamento si sono tradotte in appena 57 euro per classe: una cifra che il sindacato giudica offensiva, sintomo dell’assenza di un vero piano per l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici scolastici.
A complicare il quadro c’è il passaggio al nuovo ordinamento degli Istituti Tecnici. Il MIM ha pubblicato i primi orientamenti per la progettazione curriculare, ma per la FLC CGIL si tratta di un percorso di riforma confuso, calato dall’alto e definito senza un reale coinvolgimento dei collegi docenti, con il risultato di caricare le scuole di ulteriore burocrazia.
Il caso Forlì-Cesena: il silenzio dell’Ufficio Scolastico Territoriale
Se il quadro nazionale preoccupa, quello locale, secondo il sindacato, è ancora più critico. La FLC CGIL Forlì-Cesena parla di un silenzio persistente da parte del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale davanti alle criticità del territorio.
La vicenda di Savignano sul Rubicone
Il caso che il sindacato porta a simbolo di questa assenza istituzionale riguarda l’Istituto Comprensivo di Savignano sul Rubicone. Alla scuola dell’infanzia, 11 insegnanti di ruolo su 26 sono state trasferite e riassegnate in blocco, un intervento che la FLC CGIL descrive come uno smantellamento della continuità didattica ed educativa in una fase delicata per la crescita delle bambine e dei bambini coinvolti.
Di fronte a quello che le famiglie hanno vissuto come un vero terremoto organizzativo, e che ha destato sconcerto anche tra il personale, l’Ufficio Scolastico Territoriale avrebbe scelto di non intervenire pubblicamente. Un silenzio che il sindacato legge come disinteresse verso le istanze del territorio, la stabilità delle scuole e la dignità professionale del corpo docente.
Le richieste della FLC CGIL
“Come FLC CGIL Forlì Cesena non siamo disposti ad assistere passivamente a questa destrutturazione della scuola pubblica”, dichiara il segretario generale Alexander Fiorentini, annunciando che il sindacato continuerà a lottare a fianco di precari, docenti, personale ATA e famiglie. Le richieste sono chiare: investimenti reali, assunzioni stabili e, sul piano locale, una dirigenza territoriale che torni ad assumersi le proprie responsabilità di garanzia, trasparenza e dialogo.






