IA in Emilia-Romagna: due ore risparmiate a settimana, ma resta il nodo della privacy
I lavoratori emiliano-romagnoli risparmiano in media due ore alla settimana grazie all’intelligenza artificiale. La usano soprattutto per tradurre contenuti (35%), modificare o migliorare testi già scritti (24%) e sintetizzare documenti (22%). È quanto emerge dall’indagine di Adobe Acrobat “L’ascesa dell’IA per i documenti”, condotta su un campione di 1.500 adulti italiani.
Tra gli impieghi indicati figurano anche la scrittura di email e la creazione di report, entrambe al 20%. L’IA si è quindi ritagliata uno spazio nelle attività quotidiane d’ufficio, soprattutto in quelle legate alla gestione e alla produzione di testi.
Errori e integrazione tra le principali difficoltà
L’adozione non elimina le preoccupazioni. Il 24% degli intervistati in Emilia-Romagna indica come ostacolo il rischio di errori nelle risposte generate dall’IA; la stessa quota segnala difficoltà nell’integrare questi strumenti con quelli già usati al lavoro.
Un ulteriore 18% lamenta la mancanza di formazione o di indicazioni chiare da parte dell’azienda, mentre il 16% non sa bene quali strumenti scegliere. Dati che mostrano come l’uso dell’IA proceda insieme alla necessità di competenze e riferimenti condivisi.
Dati sensibili: fiducia e cautela
Sul fronte della riservatezza, il 47% dei lavoratori regionali dichiara di sentirsi a proprio agio nel condividere dati sensibili con strumenti di IA. Il 41% si dice invece diffidente o cauto.
La distanza tra questi atteggiamenti rende centrale la gestione delle informazioni aziendali. Per accompagnare l’adozione, lo studio segnala l’importanza di una formazione strutturata sui rischi e sui vantaggi di questi strumenti.
Come è stata condotta l’indagine
Il sondaggio nazionale è stato realizzato da Adobe Acrobat dal 18 al 22 aprile 2026 su un campione di 1.500 adulti italiani, con approfondimenti sulle principali città. I risultati regionali citati riguardano i lavoratori dell’Emilia-Romagna.






