Cesenatico, Gianfranco Miro Gori racconta il “Circolo del giudizio”
Il 5 novembre, alle ore 16, il Museo della Marineria di Cesenatico ospiterà Gianfranco Miro Gori per un incontro dedicato a Il circolo del giudizio – Storie di cinema, poesia, televisione e letteratura. Al centro della conferenza, promossa dall’Università per gli Adulti, ci sarà la vicenda di sei artisti e intellettuali di Santarcangelo di Romagna: Tonino Guerra, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Lello Baldini, Gianni Fucci e Rina Macrelli.
L’appuntamento è organizzato in collaborazione con il Centro Sociale Anziani e il Comune di Cesenatico, con la partecipazione di Glamping Cesenatico Camping Village, Associazione Albergatori ADAC e Romagna Banca.
Una comunità nata nel dopoguerra
Il libro di Gori ricostruisce il percorso umano e culturale di un gruppo che, nel secondo dopoguerra, contribuì a rendere Santarcangelo un punto di riferimento nel panorama romagnolo. Il “Circolo del giudizio”, più che un’associazione strutturata, fu una rete informale di giovani amici accomunati dal desiderio di confrontarsi su letteratura, poesia, cinema, musica e politica.
Un ambiente di provincia, apparentemente distante dai grandi centri della cultura nazionale, diventò così un luogo di produzione e scambio. La vita di piazza, le relazioni quotidiane e il clima di rinnovamento seguito alla fine del nazifascismo offrirono terreno fertile a una generazione che avrebbe poi segnato la scena culturale italiana.
Ad aprire idealmente il racconto è un aneddoto sul calcio-balilla, ricordato da Flavio Nicolini e assunto come immagine della coesione del gruppo. Gori lo accosta al flipper evocato da Jean-Luc Godard parlando della Nouvelle Vague: due oggetti popolari, due scene di socialità, due modi di raccontare una stagione di giovani intelligenze in movimento.
Tonino Guerra e la stagione delle relazioni
Tra le figure centrali emerge Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore capace di intrecciare esperienze e linguaggi diversi. Le letture poetiche, il dialogo con altri artisti e la sua apertura verso il cinema contribuirono a rendere Santarcangelo un crocevia di incontri.
Attorno ai sei protagonisti si sviluppò infatti una rete più ampia, frequentata da pittori, poeti e intellettuali arrivati anche da altre città. Il teatro e la poesia dialettale ebbero un ruolo importante, inserendosi in modo naturale nella dimensione orale e collettiva della vita di paese.
Il volume non si limita ai ritratti biografici. Ricostruisce soprattutto le condizioni che permisero a un territorio periferico di esprimere una vitalità culturale non marginale, fondata sulla capacità di mantenere un forte legame con la propria lingua e le proprie radici senza rinunciare al confronto con l’esterno.
Il percorso di Gianfranco Miro Gori
Nato a San Mauro Pascoli l’11 agosto 1951, Gianfranco Miro Gori si è laureato in filosofia all’Università di Bologna, dove ha conseguito anche il dottorato in storia e filologia del cinema. Nel 1986 ha fondato la Cineteca del Comune di Rimini, dirigendola fino al 2012.
Studioso dei rapporti tra cinema e storia, Gori ha dedicato ricerche a Federico Fellini, Tonino Guerra, Secondo Casadei e Giovanni Pascoli. È stato inoltre presidente dell’associazione culturale Sammauroindustria e sindaco di San Mauro Pascoli dal 2004 al 2014. Alla sua produzione appartengono saggi, lavori di argomento cinematografico, il romanzo Senza movente e quattro raccolte di poesie in dialetto.







