La vicenda del Cafè Marivaux, sgomberato a ridosso di Ferragosto, riaccende una polemica che nel centro storico di Cesenatico non si è mai realmente spenta. La notizia ha infatti riportato in primo piano il confronto tra amministrazione comunale e operatori economici sul nuovo regolamento per i dehors, in vigore dallo scorso anno.
Al centro della discussione ci sono le disposizioni che riguardano l’aspetto degli spazi esterni dei locali: dalla gamma di colori consentita per tavoli e sedie alle caratteristiche di piante ed espositori, compresi altezza e dimensioni. Regole pensate per rendere più uniforme e ordinato il centro storico, ma che secondo diversi imprenditori rischiano di diventare troppo rigide e, soprattutto, di non essere applicate allo stesso modo a tutti.
“Vogliono farci diventare tutti uguali”
Tra i commercianti e i titolari dei locali del centro storico serpeggia una certa insofferenza. “Ci vogliono fare tutti uguali e non capisco il motivo”, è una delle testimonianze raccolte in queste ore. Il punto, secondo gli operatori, riguarda soprattutto l’identità dei singoli locali. “Ogni locale ha la propria identità e decora il proprio dehors in modo da rispecchiare quello che vuole rappresentare. Ma poi che senso ha avere tutti uguali?”.
Da qui la domanda che ricorre tra gli esercenti: “Sul serio il problema è un espositore più alto di 10 centimetri?”. Una provocazione che allarga inevitabilmente il discorso alle altre criticità del centro storico. “Oppure il problema sono le risse? O le strade disastrate? O la sporcizia? Le piste ciclabili impraticabili?”.
Il caso della panchina colorata
Un altro tema riguarda gli arredi urbani e, in particolare, una panchina colorata sul porto canale, realizzata in memoria di Dora, commerciante storica del centro di Cesenatico.
“Come è possibile che ci si sia fissati su questa panchina – racconta un’altra voce del centro – Adesso le panchine sul porto sembrano del 1800 da quanto sono messe male. Quanto sarebbe stato meraviglioso vedere panchine tutte decorate?”.
“Nell’occhio del ciclone finiscono sempre i soliti”
Tra le critiche emerge anche la questione dei controlli e di quella che alcuni operatori percepiscono come una disparità di trattamento.
«Nell’occhio del ciclone ci finiscono sempre i soliti – sostiene un commerciante, indicando alcune situazioni che, a suo dire, sarebbero sotto gli occhi di tutti – Io le vedo le panchine colorate e i bidoni di alcune attività di colori che non sono presenti nella gamma colori. Perché?”.
La domanda posta dagli esercenti non riguarda quindi soltanto il contenuto del regolamento, ma anche la sua applicazione concreta.
“Controllano la sedia spostata di due centimetri”
Il malcontento si estende infine alla gestione della mobilità nel centro storico, soprattutto durante le ore serali. “E aggiungerei le bici che passano a bomba in orario di cena, che dovrebbero essere portate a mano. Perchè questo non si controlla? Solo se noi abbiamo la sedia spostata di 2 centimetri, arriva il verbale”.
È una frase che sintetizza il sentimento espresso da alcuni operatori: la percezione che i controlli si concentrino su aspetti formali e di dettaglio, mentre altre problematiche considerate più urgenti rimarrebbero irrisolte.

